MEDIO ORIENTE, guerra a Gaza. Marocco: primi aiuti via terra ai palestinesi della Striscia

Appello per un cessate il fuoco per il cessate il fuoco lanciato dall’Ambasciatore del Regno nordafricano a Roma, Youssef Balla: «La comunità internazionale deve fare uno sforzo, un cessate il fuoco duraturo consentirebbe l’invio rapido e permanente di aiuti umanitari»

Rabat, 14 marzo 2024 – Il Marocco ha ottenuto in via eccezionale dalle autorità israeliane l’autorizzazione per recare aiuti umanitari ai palestinesi nella striscia di Gaza. Si tratta del primo paese al mondo a inviare gli aiuti direttamente alla popolazione di Gaza per via terrestre, attraverso Israele, dallo scoppio delle ostilità più di cinque mesi fa. Lo rende noto il governo del Marocco.

STRISCIA DI GAZA E GERUSALEMME

Obiettivo dell’iniziativa è quello di alleviare le sofferenze delle popolazioni palestinesi in previsione del Ramadan, mese sacro ai musulmani, in particolare delle fasce della popolazione maggiormente vulnerabili come i neonati e i bambini. Gli aiuti umanitari consistono in oltre quaranta tonnellate di generi alimentari, anche di prima necessità. L’operazione ha preso avvio a seguito delle indicazioni fornite da Re Mohammed VI, che riveste anche il ruolo di presidente del Comitato al-Quds (toponimo della città di Gerusalemme espresso in lingua araba), che ha stabilito l’invio di aiuti umanitari anche alle popolazioni della Città santa, dove verranno distribuiti duemila cesti alimentari a duemila famiglie e verranno serviti mille pasti al giorno. È previsto altresì l’allestimento di una sala di coordinamento delle emergenze presso l’ospedale della città.

PRIMI AIUTI UMANITARI VIA TERRA

Afferma al riguardo l’ambasciatore del Marocco a Roma (diplomatico accreditato sia presso lo Stato italiano e le agenzie delle Nazioni Unite), Youssef Balla: «L’operazione umanitaria è da ricondurre alla leadership del Re Mohammed VI e alla diplomazia del Regno, che gode di particolare prestigio in Medio Oriente. Non a caso il Marocco è ancora uno dei pochi paesi arabi che ha mantenuto relazioni diplomatiche con Israele malgrado la crisi a Gaza. Per la prima volta da cinque mesi, dall’inizio della guerra a Gaza, arrivano quarantamila tonnellate di aiuti umanitari, generi alimentari ma anche medicine, allo scopo di alleviare la sofferenza della popolazione civile palestinese, che sta vivendo una situazione catastrofica. Nessun paese prima d’ora era riuscito a fare giungere direttamente via terra degli aiuti umanitari, ora lo ha fatto il Marocco».

APPELLO PER IL CESSATE IL FUOCO

«Il Marocco – prosegue il diplomatico del Regno nordafricano – è conosciuto per le sue iniziative umanitarie e politiche, come attore di pace e di sicurezza nella regione ed è riuscito in questa impresa grazie alla leadership di sua maestà Muhammad VI, che gode di un gran prestigio internazionale e anche grazie ai canali di comunicazione in essere con tutto il mondo. Ora la comunità internazionale deve fare uno sforzo come quello che ha fatto il mio paese, il cui esempio speriamo possa essere seguito da altri. Youssef Balla ha quindi rinnovato l’appello per un cessate il fuoco in maniera duratura, onde consentire l’arrivo fluido e permanente degli aiuti umanitari, condannando altresì gli attacchi contro obiettivi civili. «È necessario aprire prospettive di natura politica – ha concluso l’ambasciatore del Marocco -, basate sulla base della legalità internazionale e che contemplino il principio dei “due Stati”, uno accanto all’altro».

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