STRATEGIA, venti di guerra. NATO contro Russia: l’Europa deve prepararsi a un conflitto?

Secondo l’ammiraglio Bauer «la pace non è più scontata» e si deve «essere pronti» a un’evenienza del genere. Commentando i piani militari tedeschi relativi a un possibile scontro con la Russia, l’alto ufficiale ha affermato che «la società deve capire che Mosca costituisce una minaccia». Intanto, nel Mare orientale della Corea Pyongyang testa un nuovo sistema d’arma nucleare sottomarino: «Lo abbiamo effettuato risposta alle esercitazioni navali congiunte di Washington, Seul e Tokyo, poiché queste stavano minacciando seriamente la sicurezza del nostro paese»

Bruxelles, 18 gennaio 2024 – Secondo il presidente del Comitato militare della NATO, ammiraglio Rob Bauer, le opinioni pubbliche dei Paesi che fanno parte dell’Alleanza «devono capire che nei prossimi anni non si potrà più dare la pace per scontata», aggiungendo inoltre che «la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società, che deve sostenere i militari con uomini e mezzi». Questa inquietante dichiarazione è stata resa dall’alto ufficiale al termine della riunione dei capi di stato maggiore delle forze armate dei Paesi alleati. Egli, commentando i piani militari tedeschi relativi a un possibile conflitto con la Federazione Russa a Oriente, resi pubblici di recente, Bauer ha rimarcato il fatto che, a suo avviso, non si tratterebbe di una novità, poiché «Mosca per noi è una minaccia, e proprio per questo abbiamo sviluppato contromisure».

VENTI DI GUERRA

Intanto la Corea del Nord ha testato un sistema d’arma nucleare sottomarino Haeil-5-23, attualmente in fase di sviluppo nel Mare orientale della Corea, e ha scelto di farlo apparentemente in risposta alle massicce esercitazioni aeronavali congiunte in atto nel Pacifico che vedono la partecipazione delle forze statunitensi, sudcoreane e giapponesi. La notizia è giunta ufficialmente dal ministero della Difesa di Pyongyang, ripresa in seguito dall’agenzia di stampa statale Kcna, che ha reso noto di aver effettuato il test in risposta alle esercitazioni navali congiunte di Washington, Seul e Tokyo, che hanno visto anche la partecipazione di una portaerei a propulsione nucleare della US Navy, poiché, ad avviso dei nordcoreani, «queste stavano minacciando seriamente la sicurezza del Paese».

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