SICUREZZA, pirateria navale. Allarme! Riprendono gli attacchi

Il fenomeno si ripropone dunque in tutta la sua pericolosità. Esso si innesta nel già critico contesto determinatosi con l’escalation del conflitto in Medio Oriente, che vede i ribelli filoiraniani Houthi minacciare la navigazione mercantile nello Stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso

Da qualche tempo si registra una ripresa di una fenomeno che si riteneva ormai contenuto nella sua ampiezza, la pirateria navale. Infatti, di recente il campanello d’allarme suonato più volte nel Mar Arabico Settentrionale, nel Golfo di Aden e, ultimo episodio conosciuto, al largo delle coste dell’Oman, dove alcuni giorni fa i pirati avevano attaccato e sequestrato una petroliera greca.

ATTACCO ALLE PRIME LUCI DELL’ALBA

In questo caso, secondo quanto riferito dalla società britannica Ambrey Global Maritime Risk Management, la petroliera St. Nikolas, di proprietà della società Empire Navigation e battente bandiera delle Isole Marshall, che era diretta al porto iraniano di Bandar-e Jask, mentre incrociava a cinquanta miglia dalla costa omanita, nei pressi di Sohar, è stata abbordata da alcuni uomini armati. L’assalto è stato effettuato dai pirati alle prime ore del mattino, dopodiché, lanciata l’ultima segnalazione da parte del responsabile della sicurezza della nave, con quest’ultima non è stato più possibile stabilire ulteriori contatti.

LA PETROLIERA ST. NIKOLAS E IL SUO CARICO

L’equipaggio della St. Nikolas è composto da diciannove membri, tutti di cittadinanza filippina tranne uno, che è greco. Al momento del suo sequestro la petroliera imbarcava a bordo 145.000 tonnellate di greggio, che rea stato precedentemente caricato al terminale di Bassora, in Iraq. Stava facendo rotta per il Canale di Suez, per poi dirigersi alla volta di Aliaga, in Turchia. Si tratta dell’ennesimo episodio di pirateria navale verificatosi nelle ultime settimane, indice dell’intensificazione di un fenomeno che, almeno all’apparenza, sembrava venisse mantenuto sotto controllo.

SEGNALI ALLARMANTI

Il 5 gennaio scorso nel Mar Arabico settentrionale Le forze speciali della marina militare indiana sono intervenute in soccorso dell’equipaggio della motonave Lila Norfolk, dopo che questa, il giorno precedente, era stata abbordata e sequestrata da un gruppo di uomini armati al largo delle coste somale. A seguito del blitz del commando di marina di New Delhi i pirati hanno desistito dal loro intento di dirottare la nave, che era salpata dal Brasile diretta in Bahrein, ma era stata poi assaltata dai pirati al largo della città somala di Eyl, nella regione autonoma del Puntland. Ripercorrendo a ritroso le cronache di queste ultime settimane si rinvengono anche altri attacchi compiuti da organizzazioni criminali,

PRECEDENTI PIÙ RECENTI

Ad esempio il dirottamento della nave portarinfuse battente bandiera maltese Ruen, che trasportava un carico di metalli dalla Corea del Sud alla Turchia, verificatosi nel dicembre 2023 presso l’isola yemenita di Socotra, nave rimasta poi nelle mani dei sequestratori al largo di Bander Murcaayo, sempre nel Puntland. Inoltre, il tentativo fallito del 26 novembre precedente, quando cinque pirati abbordarono la petroliera Central Park nel Golfo di Aden, ma  poi vennero catturati a seguito dell’intervento dei militari di un cacciatorpediniere della US Navy.

UN CONTESTO CRITICO

Fin qui si è riferito di attacchi a unità mercantili di grandi dimensioni, va però rilevato come il fenomeno della pirateria colpisca anche il naviglio di stazza minore come i pescherecci, battelli che poi, in parte, vengono riutilizzati dalle bande di pirati nelle forme di navi madre dalle quali calare in mare i barchini di assalto mediante i quali vengono abbordate le navi mercantili e le petroliere. Si ripropone dunque in tutta la sua pericolosità il fenomeno della pirateria navale, che si va a innestare nel già critico contesto determinatosi con l’escalation del conflitto in Medio Oriente, che vede i ribelli filoiraniani Houthi minacciare la navigazione mercantile nello Stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso.

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