AFRICA, investimenti diretti esteri. Gli Emirati Arabi Uniti si pongono al quarto posto dopo Rpc, Ue e Usa

Le petromonarchie del Golfo fanno parte del gruppo di testa assieme alle tre maggiori potenze economiche mondiali, guadagnando sempre più margini di influenza sul piano commerciale nel continente, con l’obiettivo di controllare una quota di mercato di 1,2 miliardi di persone. I dati si ricavano dal rapporto “Africa Horizons: guida unica del continente alle tendenze e alle opportunità di investimento immobiliare (2023-24)”, redatto dagli analisti di White&Case e ripresi dal periodico specializzato “Africa e Affari”

Lo indica l’ultimo rapporto della società di consulenza immobiliare Knight Frank, ripreso dal periodico online specializzato “Africa e Affari” – https://www.africaeaffari.it/39672/africa-emirati-quarto-investitore-nel-continente -, nel quale si afferma che gli Emirati Arabi Uniti (EAU) risultano essere la principale fonte di investimenti diretti esteri (Ide) per l’Africa tra gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e rimangono concentrati sui settori ad alta crescita del continente come infrastrutture, energia, trasporti, logistica e tecnologia. L’ascesa di Abu Dhabi nel mercato africano è indice della maggiore concorrenza con Stati Uniti d’America, India, Russia e Cina Popolare, che competono per incrementare la loro influenza sul continente.

AFRICA HORIZONS

Secondo l’analisi effettuata da White&Case, studio legale con sede a New York che offre le proprie competenze a imprese, governi e istituzioni finanziarie, negli ultimi dieci anni gli EAU si sono imposti quale quarto maggiore investitore a livello globale in Africa dopo Repubblica popolare cinese, Unione europea e Usa. White&Case rileva inoltre come i flussi di Ide dagli stati Gcc (Bahrein, Kuwait, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) verso l’Africa tra il 2012 e il 2022 si siano attestati a 101,9 miliardi di dollari su 628 progetti, mentre quelli dall’Africa agli Stati GCC a 3 miliardi su 141 progetti. Nel caso specifico degli EAU, nel medesimo periodo considerato i flussi di Ide in Africa risultano pari a 59,4 miliardi, seguito da Arabia Saudita (25,6 miliardi di dollari), Qatar (7,2 miliardi di dollari), Kuwait (5 miliardi di dollari) e Bahrain (4,2 miliardi di dollari). «L’Arabia Saudita ha ugualmente effettuato investimenti significativi in ​​​​progetti energetici e minerari in Africa», rilevano gli analisti che hanno redatto il rapporto Knight Frank, intitolato Africa Horizons: la guida unica del continente alle tendenze e alle opportunità di investimento immobiliare (2023-24). Inoltre, nel solo 2021, gli EAU hanno investito 5,6 miliardi di dollari in 71 progetti nel continente, il più significativo dei quali è The Agtech Park in Egitto.

DOVE INVESTONO LE PETROMONARCHIE DEL GOLFO

I primi cinque paesi di destinazione per gli afflussi di Ide dal GCC verso l’Africa tra il 2012 e il 2022 sono l’Egitto (69,8 miliardi di dollari), il Marocco (4,6 miliardi), l’Algeria (3 miliardi), la Nigeria (2,6 miliardi) e il Sudafrica (2,3 miliardi). I primi cinque settori degli afflussi di Ide includono costruzioni (36,2 miliardi di dollari), tecnologia ambientale (31,7 miliardi), energia (10,1 miliardi), trasporti e magazzinaggio (6,6 miliardi) e agroalimentare (3,2 miliardi). Gli investitori del Golfo guardano anche ad altri settori come i porti marittimi, le telecomunicazioni, le compagnie aeree e gli aeroporti. Il gigante della logistica Dp World di Dubai, uno dei principali attori nelle soluzioni per la catena di fornitura globale, ha investito oltre 1,8 miliardi di dollari in Africa negli ultimi dieci anni e prevede di investire altri 3 miliardi di dollari nei prossimi anni. Dp World gestisce porti marittimi in Angola, Gibuti, Egitto, Marocco, Mozambico, Senegal e Somaliland.

È possibile approfondire l’argomento attraverso il focus posto da “Africa e Affari” nella sua monografia sugli investimenti effettuati dai Paesi del Golfo in Africa al seguente indirizzo web: https://www.africaeaffari.it/rivista/golfo-chiama-africa

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