AFRICA, aiuti internazionali e condizionamenti. Dall’ISS un monito a seguito della Conferenza di Roma

«Non cedere agli aiuti condizionati», è un intervento severo quello sulla recente Conferenza internazionale su sviluppo e migrazione che ha avuto luogo nella capitale italiana alla fine dello scorso mese di luglio, espresso dall’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza del Sudafrica (ISS), uno dei principali think tank africani

Ne riferisce il periodico specializzato “Africa e “Affari” – https://www.africaeaffari.it/39652/africa-non-cedete-a-politiche-di-aiuti-condizionati-un-monito-post-conferenza-di-roma -, che in un articolo pubblicato recentemente riprende il monito lanciato da due ricercatori di punta dell’ISS, Aimée-Noël Mbiyozo (senior research consultant sulle migrazioni) e Ottilia Anna Maunganidze (responsabile dei progetti speciali di ISS di Pretoria). Essi intendono rivolgersi principalmente ai governanti africani,  al fine di invitandoli a «non cedere a politiche di aiuti condizionati».

PREOCCUPAZIONI E CRITICHE

Nel commento espresso dai due autorevoli analisti africani si evidenziano altresì alcune note critiche riguardo all’abbandono da parte dell’Europa delle politiche migratorie regolari dall’Africa, oltreché alla condizionalità degli aiuti economici e all’esternalizzazione dei confini dell’Unione europea. «Quando i leader si sono incontrati a Roma – essi sottolineano -, dall’inizio del 2023 erano arrivati ​​in Europa via mare o via terra 113.543 migranti, un aumento significativo rispetto al 2022. Quasi il 75% di questi è arrivato in Italia. I quattro temi principali della conferenza sono stati le organizzazioni criminali coinvolte nella tratta, la gestione della migrazione, il sostegno ai rifugiati e il sostegno allo sviluppo nei paesi di origine. Ma la maggior parte dell’enfasi era sulla migrazione irregolare e sul controllo della migrazione, in particolare dall’Africa verso l’Europa, questo nonostante la maggior parte dei migranti in Europa provenisse dall’Europa e dall’Asia, non dunque dall’Africa».

TUNISIA «QUASI IN BANCAROTTA»

L’ISS rammenta altresì come la conferenza abbia fatto seguito alla firma del memorandum d’intesa del 16 luglio tra l’Unione europea e la Tunisia, negoziato dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dal Primo ministro olandese Mark Rutte, dalla presidente del Consiglio dei ministri italiana Giorgia Meloni e dal Presidente tunisino Kaïs Saïed. Un accordo che prevede un finanziamento di almeno settecento milioni di euro «a una Tunisia quasi in bancarotta». Di tale finanziamento, centocinquanta milioni di euro sono stati destinati al sostegno del bilancio e centocinque alla «gestione della migrazione», fondi che verranno erogati direttamente all’erario di Tunisi. «È improbabile – sottolineano dall’ISS – che arrivino ai dodici milioni di cittadini tunisini. Questa mossa ha fatto sollevare più di un sopracciglio, data la posizione intransigente del Paese nordafricano sulla migrazione, incluse le dichiarazioni xenofobe del suo presidente».

IMMIGRAZIONE ED ESTERNALIZZAZIONE DEI CONFINI DELL’UE

Per anni, l’Istituto per gli studi sulla sicurezza e altre organizzazioni hanno posto in guardia riguardo all’offuscamento dell’esternalizzazione dei confini con la gestione della migrazione in modalità basate principalmente sui controlli di sicurezza. «Sfruttare i finanziamenti per lo sviluppo in cambio della cooperazione in materia di migrazione ha avuto esiti disastrosi per l’Africa. Questi includono il sostegno  alle milizie libiche e la cancellazione delle economie locali in Niger senza fornire alternative».

RISTABILIRE CANALI REGOLARI DI MIGRAZIONE

L’intervento di Mbiyozo e Maunganidze ripreso da “Africa e Affari” pone inoltre l’accento sull’importanza per l’Europa di ristabilire canali regolari di migrazione dall’Africa. «Prima del 2015 – scrivono infatti i due analisti dell’ISS –, quando la migrazione in barca verso l’Europa è aumentata, gli approcci migratori di Bruxelles includevano piani per espandere le modalità per ottenere i visti e preservare i percorsi umanitari per i migranti in cerca di protezione. Queste misure, combinate con un’applicazione efficace, aprono rotte regolari e sicure e riducono la migrazione irregolare. Tuttavia, si tratta di proposte che in seguito sono per lo più scomparse o sono state associate ad approcci cartolarizzati». Essi evidenziano poi come i fattori di spinta alla migrazione non stiano diminuendo in Africa, ma vadano dai conflitti, alla violenza politica fino ai mutamenti climatici: «Tuttavia – affermano Mbiyozo e Maunganidze –, gli africani dispongono di un numero minore di percorsi regolari, poiché le severe leggi sull’immigrazione limitano l’accesso ai processi legali».

I PESANTI COSTI DI UN APPROCCIO CONTROPRODUCENTE

«Inquadrare la migrazione come una minaccia e dare la priorità alle restrizioni a tutti i costi è controproducente e peggiora le condizioni che spingono le persone a migrare. Questo approccio comporta gravi costi per la democrazia, la sicurezza e la vita. Ironia della sorte, queste strategie non stanno dando molti benefici neppure a paesi come l’Italia, che nell’ultimo anno ha dovuto fare i conti con il crescente fabbisogno di manodopera in vari settori, soprattutto in agricoltura, turismo, manifattura e costruzioni. Roma ha adottato nuove politiche per attirare gli immigrati, ma l’assorbimento è limitato a causa di un rigoroso sistema di quote». L’ISS ricorda come, nel frattempo, la maggior parte dei migranti africani, inclusi quelli costretti a lasciare le proprie case e chiedere asilo, scelga i Paesi vicini del continente piuttosto che le destinazioni in Europa o nel Medio Oriente.

IL FASCINO DEGLI INVESTIMENTI CONDIZIONATI

«Bilanciare le richieste di ospitare grandi afflussi di persone costrette a sfollare, sfruttando al contempo i benefici del lavoro migrante e della libera circolazione, è una delle priorità dell’agenda dell’Africa. I passi verso la libera circolazione e il commercio a livello regionale e continentale rientrano in questo programma più ampio. Nonostante il fascino degli investimenti condizionati, i leader africani devono continuare su questa strada», concludono gli analisti dell’ISS.

Per approfondire il tema relativo al ruolo di peso dell’Africa nella scacchiera geopolitica globale: https://www.africaeaffari.it/rivista/geopolitica-africana

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