ENERGIA, infrastrutture. Africa, oleodotti: avviata la realizzazione della pipeline tra Benine Niger

La società cinese West Africa Oil Pipeline Benin Company (Wapco) finanzierà una parte del costo dei lavori stimati in quattro miliardi e mezzo di dollari. La condotta attraverserà cinque dipartimenti e 141 villaggi, permettendo il flusso di petrolio sui mercati internazionali, sia quello estratto in Niger che, eventualmente, quello prodotto in altri paesi vicini. La sua capacità minima sarà pari a quattro milioni e mezzo di tonnellate all’anno, ovvero trentacinque milioni di barili

Sono stati lanciati ufficialmente a Seme-Kpodji, nel dipartimento dell’Oueme (situato tra Cotonou e Porto Novo), i lavori di realizzazione del tratto beninese dell’oleodotto che trasporterà il greggio nigerino estratto ad Agadem fino al punto d’arrivo nel sudest del Benin.

Lo ha riferito il periodico specializzato “InfoAfrica”, che ha altresì reso note le previste ricadute in termini occupazionali dell’opera, stimate in oltre cinquecento nuovi posti di lavoro permanenti e tremila durante la fase di costruzione, con impatti positivi sull’economia nazionale generati anche dagli introiti derivanti dalle tasse di transito imposte dagli Stati interessati.

UN’OPERA FINANZIATA E REALIZZATA DAI CINESI

Alla cerimonia di avvio dei lavori ha presenziato il ministro dello Sviluppo e della Pianificazione del Benin Abdoulaye Bio Tchané. Lungo circa duemila chilometri, dei quali quasi settecento in Benin, la condotta per l’esportazione del petrolio nigerino verrà realizzata dall’impresa cinese West Africa Oil Pipeline Benin Company (Wapco).

La società investitrice cinese finanzierà una parte del costo dei lavori, stimati in quattro miliardi e mezzo di dollari. Il progetto di Oleodotto Niger-Benin Export comprende una stazione terminale a Seme-Kpodji, due stazioni di pompaggio a Gogounou e a Tchatchou, un terminale di esportazione in alto mare.

La condotta attraverserà cinque dipartimenti e 141 villaggi e permetterà il flusso della materia prima energetica sul mercato internazionale sia del greggio estratto in Niger che, eventualmente, anche quello prodotto in altri paesi vicini. Secondo le informazioni ufficiali, l’opera verrà costruita secondo gli standard internazionali e avrà una capacità minima di quattro milioni e mezzo di tonnellate all’anno, ovvero trentacinque milioni di barili, espandibile comunque se necessario mediante l’aggiunta di ulteriori stazioni di pompaggio.

I lavori di realizzazione dovrebbero avere una durata di due anni, mentre per quanto concerne quella complessiva del progetto è stata fissata in quaranta o più anni, considerando le nuove scoperte di giacimenti di greggio nel territorio nigerino.

LE AUSPICATE RICADUTE IN TERMINI ECONOMICI

Il progetto rappresenta una possibile speranza per il Paese africano, soprattutto per le aree che la condotta attraverserà, poiché si tratta di una dinamica che potrà imprimere al Benin un impulso allo sviluppo economico e industriale. Il Direttore Generale di Wapco Benin, Jin Jinsong, ha assicurato sulla qualità della realizzazione «così da avvantaggiare la popolazione del Niger e del Benin».

Pen Jin Tao, ambasciatore della Repubblica popolare cinese a Porto Novo, ha dichiarato nell’occasione che: «Pechino è sempre disponibile a sostenere il paese africano nel suo sviluppo e il progetto è uno dei frutti di questa fruttuosa collaborazione».

Egli ha quindi rivolto un messaggio di ringraziamento a tutte le persone, «cinesi, beninesi e nigerine», che hanno apportato il loro notevole contributo alla realizzazione del progetto, mentre secondo il ministro delle Miniere beninese Samou Seidou Adambi, si tratta «del più grande investimento privato mai realizzato nella storia del Benin dall’indipendenza. La prova che la promozione di una cooperazione internazionale attiva al servizio dello sviluppo economico rimane una delle maggiori sfide per il Governo a causa del suo forte contributo allo sviluppo della nostra nazione».

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