VENEZIA, zona industriale. Marghera brucia ancora: esplosione in un industria chimica, due operai gravemente ustionati

L’allarme inquinamento è rientrato dopo quattro ore, ma la paura è stata molta. Le fiamme, circoscritte dai Vigili del fuoco, erano visibili a chilometri di distanza; Date le sostanze lavorate all’interno dell'impianto (acetone) il Comune di Venezia ha comunicato ai cittadini di rimanere in casa chiudendo porte e finestre

Un film già visto molte altre volte quello andato in scena a partire dalle dieci e un quarto di questa mattina nella zona industriale di Porto Marghera: l’esplosione, l’incendio, la densa nube di fumo e l’emergenza inquinamento che scatta insieme al sinistro suono delle sirene di allarme.

L’esplosione di un serbatoio ha provocato l’incendio alla 3V Sigma di Porto Marghera, provocando anche il grave ferimento di due operai. Una volta divampate, le fiamme sono risultate visibili anche a molti chilometri di distanza dal lue, visti i materiali lavorati nell’impianto, il comune go dell’incidente.

La violenza dell’esplosione ha provocato danni anche ad alcune abitazioni situate nelle zone limitrofe, alle quali lo spostamento d’aria ha scardinato le finestre e ha distrutto gli arredi al loro interno.

Elevati, ovviamente, i timori di ricadute di sostanze inquinanti, che hanno immediatamente indotto il Comune di Venezia a comunicare ai cittadini l’opportunità  di rimanere chiusi nelle proprie abitazioni chiudendo le porte e le finestre.

Anche il sindaco di Mira, non distante dal luogo dell’esplosione, ha allertato i propri concittadini in vista di uno sviluppo peggiore che fortunatamente non  c’è stato, mentre quello di Venezia, Luigi Brugnaro, si è recato sul posto.

Nel frattempo, sulla base della pianificazione locale di emergenza relativa agli incidenti delle industrie ritenute a rischio, la polizia municipale ha reso nota alla popolazione la necessità di apporre dei panni umidi alle fessure di porte e finestre.

Nello stabilimento veneziano della 3V Sigma veniva lavorato acetone destinato a successivi processi chimici, una sostanza che ha suscitato allarmi riguardo a una possibile ricaduta di inquinanti.

Che non si trattasse di uno scherzo lo si era compreso subito, poiché a intervenire erano ben otto squadre di Vigili del fuoco appartenenti al Nucleo NBCR (nucleare, biologico, chimico e radiologico), personale specializzato in casi di emergenza del genere.

I tecnici dell’Arpav hanno invece controllato la qualità dell’aria e l’eventuale rischio di dispersione di sostanze chimiche pericolose, ipotesi successivamente esclusa.

Nel pomeriggio l’allarme è rientrato una volta diffusi i rassicuranti dati dell’Arpav. Il forte vento ha sospinto la densa e nera nube di fumo verso la Laguna e il centro cittadino di Venezia, poi fino a Murano.

Alle due del pomeriggio ha suonato dunque la seconda sirena e l’allarme è rientrato. A questo punto i vigili urbani hanno ripristinato la viabilità, sia stradale che ferroviaria, che in breve è tornata alla sua normalità, seppure sia i Vigili del fuoco che il personale tecnico dell’Arpav siano rimasti sull’ampio sedime della V3 Sigma (l’incendio ha interessato una superficie di 10.000 metri quadrati) allo scopo di verificare le condizioni di sicurezza interna allo stabilimento e per analizzare eventuali inquinamenti ambientali.

Due addetti agli impianti sono rimasti gravemente ustionati, uno di essi è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Verona, l’altro, dapprima ricoverato nel vicino ospedale di Dolo, è stato poi trasferito in quello di Padova.

Dura la denuncia dei sindacati, che hanno fortemente criticato l’insufficiente – a loro dire – livello di sicurezza all’interno dell’impianto.

Al riguardo si è espresso anche il presidente della municipalità di Marghera Gianfranco Bettin, che affermando che si è trattato di «un disastro annunciato», ha quindi ricordato che «soltanto pochi mesi fa i lavoratori della V3 Sigma avevano scioperato per la sicurezza, denunciando tra l’altro l’insufficienza degli impianti anti incendio».

Nelle ventiquattro ore precedenti l’incidente all’impianto di Porto Marghera, i residenti dei paesi limitrofi avevano avvertito con preoccupazione un odore pungente di sostanze chimiche forse collegato all’esplosione della mattina seguente, «un odore acre – aveva twittato uno di essi – che ti prende la gola e brucia a volte anche naso e occhi».

La V3 Sigma è una impresa che nei suoi diversi stabilimenti, tra i quali rientra quello di Porto Marghera, occupa nelle proprie linee di produzione circa cinquecento persone.

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