TUNISIA, sicurezza. Cooperazione italiana, missione militare in sostegno all’esercito di Tunisi

Quindici consiglieri inviati da Roma collaboreranno alla costituzione di tre nuovi comandi regionali nel Paese nordafricano che coordineranno la prevenzione del terrorismo e il controllo delle frontiere. La durata sarà fino al 31 dicembre, il costo complessivo previsto 2.072.880 euro. I militari italiani sono già presenti in Tunisia insieme alle altre forze della Nato.

Tunisia, per il 2019 il Governo italiano intende avviare una missione di cooperazione bilaterale con lo Stato tunisino, intesa a fornire supporto per la costituzione di tre comandi regionali per la gestione delle attività di controllo del territorio.

La nuova missione bilaterale in Tunisia è intesa a fornire supporto alla costituzione di tre comandi regionali per la gestione delle attività di controllo del territorio. Nel dettaglio, come precisato dal Governo nella scheda analitica descrittiva della missione, i comandi regionali a guida esercito dovrebbero essere dislocati sulla base del progetto elaborato dal Governo di Tunisi (nord: Jendouba; centro Kasserine; sud: località del Paese nordafricano al momento ancora non definita).

Ai richiamati comandi spetterà il compito di pianificare e condurre operazioni congiunte di contrasto al terrorismo e di controllo delle frontiere.

L’Italia intende partecipare alla missione relativamente al periodo 1º marzo – 31 dicembre 2019 mediante l’invio in loco di quindici elementi (istruttori militari), mentre la spesa prevista è pari a 2.072.880 euro.

Il Governo italiano precisa che la con la partecipazione a questa nuova missione intende al contempo concludere la propria partecipazione alla missione Nato di supporto alla Tunisia.

Essa traeva origine da una richiesta rivolta dal Governo di Tunisi al fine di ottenere assistenza nella costituzione di un comando di livello brigata nel quadro delle attività di sicurezza svolte dall’Alleanza atlantica, previste nei compiti essenziali di quest’ultima nel concetto strategico del 2010.

 

La nuova missione bilaterale di supporto in Tunisia. Il Doc. XXV, n. 2 corrispondente all’allegato 2 della deliberazione del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2019, è dedicato alla nuova missione bilaterale di cooperazione in Tunisia che il Governo intende avviare nell’anno 2019 (1 marzo – 31 dicembre 2019) e come tale da sottoporre all’autorizzazione delle Camere ai sensi dell’articolo 2 della richiamata legge n. 145 del 2015 (scheda 37-bis /2019).

Il Doc. XXV, n. 2 reca pertanto una sola scheda illustrativa relativa alla richiamata missione, con indicazione dell’area geografica di intervento, degli obiettivi della missione, della base giuridica di riferimento, della composizione degli assetti da inviare (compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte), della durata programmata e del fabbisogno finanziario per l’anno in corso, così come previsto dall’articolo 2 della citata legge n. 145 del 2016

La nuova missione bilaterale di cooperazione in Tunisia è intesa a fornire supporto per la costituzione di tre comandi regionali (Centre Conjoint de Planifìcation e de Commandement des Operations, CCPCO) – per la gestione delle attività di controllo del territorio. Nel dettaglio, come precisato dal Governo nella scheda analitica relativa a questa missione, i Comandi regionali, a guida Esercito, dovrebbero essere rispettivamente dislocati, sulla base del progetto tunisino, a Jendouba (nord), a Kasserine (centro) e in una località del Sud della Tunisia allo stato non definita. Ai richiamati comandi, posti alle dipendenze di un Comando centrale sovraordinato a Tunisi, spetterà il compito di pianificare e condurre operazioni congiunte (joint operation) di contrasto al terrorismo e controllo delle frontiere. L’Italia intende partecipare alla missione, relativamente al periodo 1º marzo – 31 dicembre 2019, con 15 unità di personale militare istruttore che potrà essere eventualmente impiegato anche per la realizzazione di un Comando Regionale. A tal fine si precisa che l’Italia potrà erogare «corsi a domicilio» ovvero mettere a disposizione il contributo del personale impiegato nel supporto alla realizzazione del Comando di Jendouba.

La spesa prevista per questa missione, relativamente al richiamato periodo 1º marzo – 31 dicembre 2019, è pari a euro 2.072.880.

In relazione alla partecipazione italiana a questa nuova missione, nella Relazione riguardante l’andamento delle missioni internazionali e lo stato degli interventi di cooperazione nel periodo 1° ottobre – 31 dicembre 2018 il Governo precisa che nel proporre questa nuova partecipazione intende, al contempo, concludere la partecipazione italiana alla missione NATO di supporto in Tunisia, da ultimo prevista dalla scheda n. 3 della deliberazione del Consiglio dei ministri del 28 novembre 2018 (Doc. XXVI n. 1).

Tale missione non risulta, infatti, inserita tra le operazioni di cui si propone la proroga nell’anno 2019 (Doc. XXVI n. 2).

La missione traeva origine da una richiesta della Tunisia alla NATO di assistenza nella costituzione di un comando di livello brigata (Joint Headquarters, JHQ) nell’ambito delle attività di cooperazione per la sicurezza della NATO, previste tra i compiti essenziali dell’Alleanza come definiti nel concetto strategico del 2010. Relativamente all’ultimo trimestre del 2018 era stata autorizzata la partecipazione di 3 unità di personale italiano, mentre nei primi mesi dell’anno 2018 il personale autorizzato è stato pari a 60 unità (cfr. Doc. XXVI, n. 1).

Condividi: