TERRITORIO, natura e ambiente. Roma, alberate: la denuncia di Italia Nostra

11 aprile 2024, a cura di Italia Nostra Roma – In una primavera che ha visto attivissime le motoseghe in molte alberate della zona Nord di Roma, tutti gli alberi malati gravi o meno gravi sono stati simultaneamente abbattuti, creando vuoti insanabili pari al 50, 60% della massa arborea. Si rilevano i casi di via Tigrè, via Malta, viale Somalia, via Benaco, Villaggio Olimpico tutte le strade principali, via Donatello, via dello Scalo San Lorenzo; infine due casi clamorosi, quali la lunga via di Priscilla (che confluisce in Piazza Vescovio) e la sua prosecuzione in linea retta oltre la piazza di via Magliano Sabina. In queste due strade con marciapiedi di quattro metri dominavano, con molti vuoti pregressi, gli aceri negundi, alberi di seconda grandezza, assai frondosi. In via Magliano Sabina formavano una galleria arborea. Con fretta inusitata gli alberi abbattuti, di varie specie, sono stati subito sostituiti con Ligustri giapponesi. A seguire, l’assessora, sul “Corriere della Sera” si è prodigata in una entusiastica descrizione di questo albero nano: «Massimo attecchimento, sostenibilità per sua adattabilità, vive di poca acqua, semplicità di manutenzione e niente potature».

La nostra risposta è che queste non sono buone ragioni per sistemarlo su strade con normali marciapiedi, tantomeno con marciapiedi di quattro metri come via di Priscilla e via Magliano Sabina. Denudano per sempre strade prodighe di ombra e di bellezza, lasciandole preda del caldo estivo non temperato da veri alberi; secondo, che non sono buone ragioni per creare delle alberate macedonia dove l’ordine non è nemmeno l’alternanza, ma la casualità delle disposizioni e l’abnormità della convivenza estetica di grandezze non comparabili e non compatibili; terzo, che il mix di specie arboree dettato dal caso, nella reciproca disposizione tra loro, sono la negazione stessa dell’arte delle alberate e dei Giardini e sintomo di una sciatteria che umilia quelle strade e la città stessa; quarto, che il costante mancato riempimento con nuovi alberi delle tazze vuote e abbandonate da tempo, al punto da essere state coperte di asfalto, sono ancora una volta segno di disattenzione al decoro urbano e di usuale sciatteria. Quando, come nel caso di via dei Gracchi, non siano un sintomo peggiore se le tazze vuote vengano indicate con un «NO» scritto in rosso, proprio in prossimità di tutti i dehors installati in quella strada.

Noi chiediamo al Comune di estromettere i ligustri e le Photinie o altri arbusti da siepe portati a essere alberi insignificanti, in tutte le vie citate dove nulla del vecchio decoro, cancellato, e dell’ombra ristoratrice potranno mai restituire. Ci sono infinite piccole vie con marciapiedi ridotti, sono quasi tutte spoglie e qui detti alberelli potranno offrire i loro modesti servigi.

roma@italianostra.org

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