IMPRESE, ittica. Federpesca e la diversificazione del reddito quale volano della competitività del settore

La diversificazione del reddito attraverso attività complementari è un volano per la competitività del settore ittico. Le attività complementari alla pesca non devono però fungere da attività sostitutive alla pesca professionale ma da rafforzamento della competitività, imprenditorialità, redditività e stabilità del settore. Proprio in queste settimane la pesca europea è oggetto di un attacco pregiudiziale da parte della Commissione: nell’ottica di rafforzare la diversificazione è quindi fondamentale difendere un settore primario che garantisce prodotti alimentari ai cittadini europei e ne tutela la sicurezza alimentare», questo l’esordio della direttrice di Federpesca, Francesca Biondo, nel corso dell’audizione pubblica di fronte agli europarlamentari della Commissione pesca del Parlamento europeo riunitasi ieri. Ella è intervenuta discutendo del tema relativo al futuro della pesca e alle connesse tematiche della diversificazione del reddito e della facilitazione dell’accesso dei pescatori ai finanziamenti comunitari. «La Commissione ha recentemente proposto un controverso piano d’azione per la conservazione delle risorse ittiche e la protezione degli ecosistemi marini, insieme ad altre iniziative di attuazione del Green Deal europeo – ha proseguito la direttrice di Federpesca – , considerando il suo potenziale impatto sulle attività di pesca e le numerose sfide che il settore della pesca sta affrontando in questo momento, in particolare l’aumento del prezzo del carburante, è necessario pensare in modo più mirato al futuro della pesca dell’Unione europea. Per questo motivo, la Commissione pesca del Parlamento ha organizzato un’audizione pubblica per ascoltare gli esperti del settore su quali trasformazioni sono necessarie per garantire una pesca economicamente e ambientalmente sostenibile in futuro. Obiettivi importanti sono pertanto la diversificazione del reddito dei pescatori e la facilitazione del loro accesso ai finanziamenti dell’Unione europea, quali FEAMPA. La sfida che abbiamo di fronte è quella di migliorare la competitività delle imprese, tutelando i redditi delle imprese, i diritti del lavoro e l’ambiente marino, uscendo dal binomio che una maggiore competitività significhi necessariamente un aumento dello sforzo di pesca, aumentare la competitività attraverso la diversificazione del reddito significa invece miglioramento della redditività, occupazione stabile, ricambio generazionale, aumento del livello di formazione, valorizzazione del patrimonio culturale della pesca, promozione delle aggregazioni tramite Organizzazioni di Produttori e contratti di filiera, diversificazione delle attività turistiche legate alla pesca e integrate nelle specificità dell’area, coinvolgimento degli operatori nella progettazione dei parchi eolici offshore, promozione della biodiversità e tutela dell’ambiente marino. Queste le sfide e gli obiettivi che accompagnano oggi il settore della pesca e che se affrontate garantiranno un futuro sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale a questo settore».

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