Taranto, 26 giugno 2026 – «La crisi dell’industria cinematografica e audiovisiva in Puglia entra ufficialmente nell’agenda politica regionale», si afferma in un comunicato stampa diffuso da Usb Cinema, nel quale si rende inoltre nota la convocazione dell’organizzazione sindacale da parte della VI Commissione Consiliare della Regione Puglia al fine di discutere riguardo alla «drammatica situazione lavorativa delle maestranze locali e tracciare le linee guida per un rilancio necessario del comparto cinematografico regionale».
PUGLIA: CRISI DEL SETTORE CINEMA
«Durante l’audizione – prosegue la nota dell’Unione sindacale di base – verranno esposti i risultati della recente indagine statistica curata da USB Cinema, aggiornata al maggio 2026, dalla quale emerge un settore letteralmente in ginocchio, minacciato da una vera e propria desertificazione occupazionale e culturale. Nel corso dell’anno un lavoratore su tre è stato a “zero giornate”, cifre allarmanti che certificano il crollo verticale dei contratti sul territorio negli ultimi tre anni». Nel comunicato di Usb Cinema si sottolinea la disoccupazione dilagante, con il 75,6% dei professionisti cinematografici intervistati che ha dichiarato di «non stare lavorando al momento». Tra questi, il 48,4% è fermo da almeno tre mesi, mentre il 26,6% è in blocco totale delle attività da dodici mesi.
LE CIFRE FORNITE DA USB
«Azzeramento dei contratti: Il calo delle giornate lavorative in Puglia è vertiginoso. Se nel 2024 la quota di chi registrava zero giornate era del 19,2%, nel 2026 la percentuale di lavoratori rimasti totalmente a secco di contratti sul territorio regionale è schizzata al 35,9 per cento; perdita dell’anno contributivo: se nel 2024 e nel 2025 circa un quinto dei lavoratori (20,5%) riusciva a superare la soglia minima delle 90 giornate contributive totali per maturare l’anno pensionistico, nel 2026 ci è riuscito appena il 6,4% del campione intervistato; vulnerabilità economica: la discontinuità strutturale del settore non trova un paracadute adeguato, poiché nel 2026soltanto il 32,1% ha potuto usufruire della Naspi, mentre l’88,5% non ha accesso ad alcun altro ammortizzatore sociale o strumento di sostegno al reddito; fuga dal settore: a causa di questa crisi, pur di sopravvivere, il 59% delle maestranze ha dovuto svolgere lavoretti secondari nella ristorazione, nel commercio e nel turismo, mentre il 67% sta valutando seriamente di abbandonare definitivamente il mondo del cinema».
CLIMA DI SFIDUCIA
Ad avviso di Usb Cinema, dall’indagine emerge anche un grave problema riconducibile alle tutele e al clima che si genera sui set. Infatti, la totalità dei lavoratori intervistati ha dichiarato «che l’industria del cinema pugliese non gode di buona salute», mentre il 97,4% di essi ritiene «del tutto insufficienti» gli attuali strumenti finanziari messi a disposizione dalla Regione. A questo, nella nota stampa di Usb Cinema si aggiunge «un forte deficit democratico e sindacale», con il 63,8% dei lavoratori non si sente tutelato quando pera con società di produzione locali, e ben l’87% denuncia l’esistenza del fenomeno del blacklisting informale, «confermando che chi si espone per far valere i propri diritti viene sistematicamente penalizzato o escluso dalle chiamate successive».
RICHIESTE DEL SINDACATO AL TAVOLO REGIONALE
Le richieste del sindacato di base al tavolo regionale: «Di fronte a questo scenario d’emergenza, aggravato a livello nazionale anche dal taglio del Tax Credit governativo, Usb Cinema chiederà alla Regione Puglia e alla Fondazione Apulia Film Commission un intervento immediato, strutturato e di ampie vedute, presentando proposte concrete formulate con le lavoratrici e i lavoratori coinvolti». Nella stessa giornata Usb Cinema convocherà la prima assemblea regionale delle maestranze e delle lavoratrici e lavoratori troupe pugliesi. L’appuntamento è fissato per le ore 18:00 presso la sede di Usb Confederazione Puglia in Via Papa Giovanni Paolo I, 6/F.


