Gerusalemme, 26 dicembre 2025 – I patriarchi e i leader delle Chiese di Gerusalemme esortano a «non confondere un cessate il fuoco con la vera pace». Al centro del messaggio natalizio viene posta l’Incarnazione di Cristo quale segno di speranza, oltreché un appello alla comunità internazionale affinché «sostenga una pace giusta fondata sulla dignità umana».
MESSAGGIO DEI PATRIARCHI DELLE CHIESE GEROSOLIMITANE
Al riguardo, rende noto l’agenzia giornalistica Vatican News che in un Medio Oriente ancora segnato da conflitti e instabilità, i patriarchi e i leader delle Chiese di Gerusalemme hanno pubblicato il loro tradizionale messaggio natalizio, ribadendo che la pace non può ridursi a una mera sospensione delle ostilità, ma deve essere accompagnata da giustizia, riconciliazione e rispetto dei diritti fondamentali. Iniziando il messaggio con un riferimento alla Lettera agli Ebrei: «Circondati da così grande schiera di testimoni, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù», i vertici delle Chiese cristiane invitano i fedeli a rimanere saldi nella speranza anche nei momenti di maggiore sofferenza. Al centro del messaggio si rinviene il significato dell’incarnazione di Cristo a Betlemme, rappresentata come segno di speranza che nasce dalla fragilità umana.
RINNOVARE IL DESIDERIO DI RICONCILIAZIONE E GIUSTIZIA
«Come i pastori nella notte di Natale – si afferma -, anche il messaggio evangelico odierno ci invita a non cedere alla paura e allo scoraggiamento». Tuttavia, ad avviso del clero cristiano un cessate il fuoco non significa pace. Infatti, pur accogliendolo con favore, poiché ha permesso a molte comunità di celebrare le festività più liberamente, i Patriarchi pongono in guardia dal rischio di una «falsa pace» e lo fanno richiamando le parole del profeta Geremia: «Pace, pace, ma non c’è pace», poiché «nonostante la tregua continuano le violenze, le vittime e le violazioni delle libertà in Terra Santa e nei Paesi limitrofi». I Patriarchi ribadiscono la loro solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dal conflitto e invitano i cristiani e tutte le persone di buona volontà a perseverare nella preghiera e nell’impegno per una pace autentica e duratura. Il messaggio da Gerusalemme si conclude con gli auguri di Natale alle comunità locali e ai cristiani di tutto il mondo, con la speranza che si rinnovi il desiderio di riconciliazione e giustizia



