AMBIENTE, eventi. Premio Roma 2024

Nel corso della LXXXIII edizione della manifestazione in gara novantaquattro nuove varietà di rose in rappresentanza di undici Paesi; premiati i fiori di Germania, Francia e Belgio; la cerimonia ha avuto luogo nella cornice del Roseto comunale all’Aventino, promossa e organizzata dall’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale e dal Dipartimento Tutela ambientale del Comune di Roma

Roma, 20 maggio 2024 – Sono stati assegnati nel pomeriggio di ieri i Premi Roma 2024, riconoscimenti del concorso internazionale per nuove varietà di rose riservato a ibridatori italiani ed esteri. La cerimonia ha avuto luogo nella cornice del Roseto comunale all’Aventino, promossa e organizzata dall’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale e dal Dipartimento Tutela ambientale. Un evento che ha aperto la stagione dei concorsi del circuito mondiale.

L’EDIZIONE LXXXII

Ad aggiudicarsi la LXXXII edizione della manifestazione, aggiudicandosi il maggior numero di premi, è stata anche quest’anno la Germania. Quattro infatti i riconoscimenti conferitile: due nelle categorie Internazionali H.T. (la più prestigiosa) e Arbustive, e due nei premi speciali nelle categorie Rosa dei Giornalisti e della Rosa dei Giardinieri. Tre i premi per la Francia: uno nella categoria Sarmentosa e due per i premi speciali Fragranza e Rosa dei Bambini, mentre al Belgio è andato un premio nell’ambito della categoria Floribunde. Quest’anno il Premio Roma ha ospitato novantaquattro nuove varietà di rose in rappresentanza di undici Paesi: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Italia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Stati Uniti d’America; il Roseto comunale quest’anno rimarrà aperto al pubblico fino al 16 giugno.

STORIA DI UN EVENTO

La prima edizione si è svolta il 10 ottobre del 1933, nel Roseto allora collato al Colle Oppio. I giurati provenienti da Italia, Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo scelsero le prime due regine, per la categoria rose italiane la medaglia d’oro fu assegnata alla varietà Saturnia, da un ibridatore di Sanremo. Per la categoria “rose straniere” vinse la varietà spagnola Condesa de Sastago. Questa classificazione, poco tecnica ma che garantiva un riconoscimento agli ibridatori italiani, venne mantenuta fino al 1954. Dal 1955 si passò a una classificazione botanica più appropriata con le categorie “Floribunde” (rose con fiori a mazzetti) e H.T. (rose con fiore singolo per ogni stelo).

PREMIO ROMA A NUOVE VARIETÀ DI ROSE

È dedicato alle nuove varietà, gli esemplari non ancora in commercio. Le rose partecipanti arrivano nella Capitale venti mesi prima della manifestazione per dar modo alle giovani piante, provenienti da tutti i continenti, di svilupparsi e ambientarsi al clima. Per questo, nel settore dedicato al Concorso, vi sono tre aree che a rotazione vengono preparate per accogliere le nuove giunte, poiché dietro a ogni nuovo ibrido c’è un lavoro di ricerca che dura almeno dieci anni. Durante questo periodo le rose vengono curate dagli esperti tecnici del Roseto e visionate, a più riprese, da una speciale giuria permanente chiamata a esprimere un giudizio tecnico che riguarda, ad esempio, il portamento della pianta, il colore del fogliame, la rifiorenza e la resistenza alle malattie. Sia i tecnici del Roseto sia i giurati non conoscono l’origine e la provenienza delle varietà in gara, identificabili solo con un numero. Il giorno del concorso ogni rosa ha un suo punteggio di partenza al quale si somma quello espresso dalla giuria internazionale, essenzialmente basato su criteri olfattivi ed estetici (colore, forma del fiore).

IL ROSETO COMUNALE

È diviso in due settori: quello più grande e leggermente inclinato ospita un’interessante collezione di circa 1.200 varietà e specie, comprendente rose botaniche, antiche e moderne. L’altro è destinato alle rose che partecipano al Concorso internazionale Premio Roma per le nuove varietà, che si svolge ogni anno proprio a maggio. «Sono molto felice di questa edizione del Premio che ha registrato una straordinaria partecipazione di esperti e amanti del settore florovivaistico e in particolare delle rose, ma anche e soprattutto delle cittadine e dei cittadini. In tantissimi hanno seguito la cerimonia e visitato il roseto fin dal primo giorno. Solo nel primo fine settimana di apertura abbiamo superato le diecimila visite e non era mai accaduto. E così è stato in tutte le giornate. Il roseto resta uno straordinario luogo della città che vogliamo valorizzare, abbellendolo e aprendolo sempre di più al pubblico per farlo diventare un luogo caro a tutti i romani e investendo attenzione, risorse ed energie per questo tesoro incastonato nel colle Aventino», questo il commento espresso al riguardo dall’assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi.

Condividi: