SALUTE, emergenza coronavirus. Allarme! Si è aperta l’era delle pandemie (plurale): necessari vaccini subito per tutto il mondo, ma dal summit romano scarsi risultati

Chiaro e inequivocabile il messaggio ufficiale diffuso stamane all’apertura del G20 sulla salute a Roma: «Nostro dovere sarà proteggere i Paesi poveri», questo mentre gli esperti affermano che il Pianeta è entrato «nell'età delle pandemie». Il vertice mondiale si concluderà con la «Dichiarazione di Roma». Ma non tutti sono completamente d’accordo sulla direzione che sta prendendo il mondo, poiché qualcuno lamenta gravi deficit di informazione e paventa inoltre rischi di pericolose derive autoritarie e liberticide. Come l’esponente del Partito Radicale Maurizio Bolognetti, intervistato da insidertrend.it

Se il Global Health Summit di Villa Pamphilj (o G20 della Salute di Roma che dir si voglia) è iniziato tra le migliori intenzioni dei partecipanti e la «benedizione laica» di Bill Gates, immediatamente dopo a guastare il clima di speranza sono state le previsioni di una parte degli scienziati, che hanno tracciato delle prospettive inquietanti per il prossimo futuro. Essi hanno affermato che il mondo è ormai entrato nell’era delle pandemie e che, conseguentemente, l’umanità vivrà una condizione esistenziale disgraziata e senza soluzione di continuità caratterizzata de limitazioni in funzione della prevenzione e da misure emergenziali.

Da tutto ciò gli esseri umani hanno dunque appreso almeno due cose: la prima è che dovranno venire potenziati gli sforzi profusi in funzione della prevenzione e del contrasto dei virus mortali, la seconda, invece, è che coloro i quali saranno in condizioni di poterlo fare sarebbe meglio che investissero i propri risparmi in titoli azionari delle «Big Pharma» quotati in borsa.

LE RACCOMANDAZIONI DEGLI SCIENZIATI

Partendo dal primo presupposto (poiché il secondo è soltanto il frutto della sgradevole ironia dell’estensore di questo articolo di stampa) il panel formato da ventisei esperti internazionali ha sottolineato come «gli attuali sforzi per affrontare il Covid-19 dovrebbero includere investimenti e misure di risposta che abbiano il maggior potenziale possibile, al fine di un miglioramento sostenibile della prevenzione. Inclusi quelli nelle risorse umane e nella loro formazione, nella preparazione e nella risposta alle minacce globali per la salute, anche perché – essi aggiungono – il Covid diventerà un virus endemico, dunque saranno possibili altre nuove ondate di infezione».

La conclusione è dunque quella che si dovrà pervenire il più rapidamente possibile alla totale vaccinazione della popolazione mondiale – argomento, quello del welfare mondiale, più volte trattato sulle pagine di questa testata – e, quanto meno, della maggior parte di essa.

IL G20 DI ROMA E LA LOTTA ALLA PANDEMIA

All’evento speciale della presidenza del G20 – organizzato dall’Italia in partnership con la Commissione europea, al quale hanno preso parte i capi di Stato dei paesi più importanti, le maggiori organizzazioni internazionali e gli esponenti della comunità scientifica – è stato fatto il punto sulla strategia globale ritenuta maggiormente idonea per trarre al più presto fuori l’umanità dalla pandemia, nonché su come fornire un vaccino a tutti gli abitanti del pianeta.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che «entro la fine del 2021 Bruxelles darà cento milioni di dosi ai paesi a basso-medio reddito», plaudendo anche agli operatori sanitari «che hanno lavorato senza sosta, salvato vite e che si sono impegnati anche quando non c’era più niente da fare», ottimi propositi ma dalle dimensioni di una goccia nel mare, se è vero che,  purtroppo, le dosi necessarie alla soddisfazione dei bisogni espressi dal terzo e quarto mondo ammontano almeno a otto miliardi all’anno per un minimo di cinque anni.

VACCINI E BREVETTI: COSA SI È DECISO?

Il padrone di casa, cioè il Presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Draghi, ha dal canto suo inteso sottolineare che la priorità di tutti deve essere garantire il superamento tutti assieme della fase critica attuale: «Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo velocemente – ha egli proseguito -, assicurando i vaccini ai paesi più poveri», poiché «la crisi globale non è finita e dobbiamo agire in fretta».

Draghi non ha poi mancato di affermare che «il nodo» relativo ai brevetti dovrà venire sciolto ricorrendo a una soluzione «equilibrata». Un argomento estremamente controverso questo, che non è affatto condiviso.

Nell’attesa “Dichiarazione di Roma”, sottoscritta dai responsabili dei venti Paesi, da quelli delle dodici organizzazioni internazionali partecipanti al summit e dai principali attori globali della salute, verranno condivise formalmente le lezioni apprese nel corso dell’ultimo anno, sintetizzate in sedici principi «che guideranno (negli auspici, n.d.r.) la risposta veramente globale alle future crisi sanitarie».

IL DEFICIT DI INFORMAZIONE E I RISCHI DI DERIVE AUTORITARIE

Ma questa pandemia non ha generato soltanto enormi problemi di natura sanitaria ed economica, perché allo scopo di farne fronte sono state varati provvedimenti legislativi emergenziali a volte al limite dei normali canoni delle libertà democratiche.

Infatti, se per i paesi caratterizzati da una guida totalitaria o autoritaria nei quali è stato semplice irrigidire le misure di controllo della popolazione già in vigore questo genere di problemi non si pone, per l’Occidente è vero il contrario.

Non tutti nei Paesi liberi sono completamente d’accordo sulla validità della direzione verso la quale si sta avviando il mondo, poiché qualche critico lamenta un grave deficit di informazione e, contestualmente, paventa i rischi di una pericolosa deriva autoritaria e liberticida che potrebbe derivare da un eccesso di decretazione di urgenza e dalla graduale, magari in maniera sottile, esautorazione (o peggio spoliazione) delle assemblee parlamentari dal potere decisionale che dovrebbe essergli proprio.

È l’allarme lanciato da qualche tempo dall’esponente del Partito Radicale Maurizio Bolognetti, che attraverso una sua azione non violenta di disobbedienza civile denuncia l’asserita deriva del sistema italiano; insidertrend.it lo ha intervistato.

A333 – SALUTE, EMERGENZA CORONAVIRUS: VACCINARE TUTTO IL MONDO? Dal G20 per la Salute di Roma è giunta la conferma: si è ormai aperta l’era delle pandemie, dunque si renderà necessario vaccinare subito l’intera popolazione mondiale.
Ma c’è chi asserisce che questa pandemia non ha generato soltanto enormi problemi di natura sanitaria ed economica, poiché allo scopo di farne fronte sono state varati provvedimenti legislativi emergenziali a volte al limite dei normali canoni delle libertà democratiche.
È l’allarme lanciato dall’esponente del Partito Radicale MAURIZIO BOLOGNETTI, che attraverso una sua azione non violenta di disobbedienza civile denuncia l’asserita deriva del sistema italiano; insidertrend.it lo ha intervistato.
Se il Global Health Summit di Villa Pamphilj è iniziato tra le migliori intenzioni dei partecipanti e la «benedizione laica» di Bill Gates, immediatamente dopo a guastare il clima di speranza sono state le previsioni di una parte degli scienziati, che hanno tracciato delle prospettive inquietanti per il prossimo futuro. Essi hanno affermato che il mondo è ormai entrato nell’era delle pandemie e che, conseguentemente, l’umanità vivrà una condizione esistenziale disgraziata e senza soluzione di continuità caratterizzata de limitazioni in funzione della prevenzione e da misure emergenziali.
Chiaro e inequivocabile  il messaggio ufficiale diffuso all’apertura del Global Health Summit che ha avuto luogo nella capitale italiana il 21 maggio 2021: «Nostro dovere sarà proteggere i Paesi poveri», questo mentre gli esperti affermano che il Pianeta è entrato «nell’età delle pandemie». Il vertice mondiale si concluderà con la «Dichiarazione di Roma».
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