Abuja, 26 dicembre 2025 – La Casa Bianca ha ammesso ufficialmente la paternità degli attacchi compiuti ieri contro i militanti di Islamic State nel nordovest della Nigeria, a dichiararlo è stato lo stesso presidente Donald Trump. Questa mattina il ministero degli Esteri nigeriano ha fatto pervenire la[…]

TERRORISMO, strage di Bondi Beach. Analisi del massacro di Chanukkah della comunità ebraica di Sydney

Mentre la polizia di Vittoria è chiamata a indagare su un «incendio sospetto» di un'automobile ferma in un parcheggio nella quale era esposto un cartello che celebrava la festività ebraica, data alle fiamme il giorno di Natale a St Kilda East (Melbourne), e gli occupanti della casa dei proprietari sono stati evacuati a scopo precauzionale, si iniziano a definire meglio alcuni elementi relativi alla strage antisemita di Bondi Beach, seppure permanga l’irrisolto interrogativo sulle reali ragioni del viaggio nelle Filippine dei due terroristi, padre e figlio, responsabili del massacro. L’analista israeliano Ely Karmon riprende l’argomento e lo sviluppa in un’articolata analisi che pubblichiamo di seguito. Egli esplora tutte le ipotesi, anche le meno plausibili, non lesinando severe critiche alle autorità australiane, poiché «avevano buone ragioni per prestare maggiore attenzione alla potenziale minaccia jihadista». Inoltre egli richiama Tanveer Ahmed (musulmano australiano di origini bengalesi, psichiatra, giornalista e presentatore televisivo), che ha recentemente scritto che «l'attenzione rivolta ai gruppi neonazisti ha permesso ad accademici, attivisti di sinistra e media progressisti di negare che l'antisemitismo sia particolarmente dilagante e feroce tra le comunità musulmane australiane. Inoltre, l'ossessione della sinistra moderna per l'identità ha reso più facile per loro ritenere “tutti gli ebrei responsabili delle azioni di Israele”. Il confine tra attivismo antisionista e antisemitismo vero e proprio è diventato sempre più labile. La necessità di placare le comunità musulmane, che sono rapidamente cresciute in numero e influenza in tutto l'Occidente, ha portato i governi a mettere da parte le preoccupazioni ebraiche»