Washington, 6 marzo 2026 – Ieri il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America ha pubblicato ulteriori documenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) che riportano le testimonianze di una donna che ha affermato di essere stata aggredita sessualmente da Donald Trump dopo che gli era stata presentata da Jeffrey Epstein. Si tratta di documenti finora mantenuti segreti che includono descrizioni di molteplici interrogatori svolti dall’FBI nel 2019 alla donna, la quale ha dichiarato di essere stata aggredita sia da Epstein che da Trump quando aveva un’età tra i tredici e i quindici anni. «Epstein mi portò a New York o nel New Jersey e mi presentò a Trump», ha ella affermato agli investigatori, aggiungendo che in seguito, nel corso degli anni sia lei che le persone a lei vicine hanno ricevuto telefonate minacciose nelle quali si chiedeva di tacere, ritenendole collegate a Epstein. Trump ha negato qualsiasi illecito in relazione alle accuse su Epstein e il Dipartimento di Giustizia in precedenza ha rilevato che alcuni dei documenti pubblicati «contengono affermazioni false e sensazionalistiche contro il presidente Stati Uniti d’America». Dal canto loro, i democratici hanno accusato l’amministrazione in carica di aver insabbiato dettagli dell’indagine che potrebbero avere un impatto negativo su Trump. Mercoledì una commissione della Camera ha votato per citare in giudizio il procuratore generale Pam Bondi affinché risponda alle domande sulla gestione dei documenti da parte del Dipartimento di Giustizia.
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