URBANISTICA, città dei 15 minuti (2). Roma, nuovi quartieri: il Comune presenta la mappa

Roma, 2 ottobre 2026 – «La delibera approvata ieri in Aula Giulio Cesare aggiorna la rappresentazione di una città profondamente cambiata negli ultimi decenni. Roma avrà una mappa articolata in trecento trentadue quartieri urbani, mantenendo inalterati i ventidue rioni storici, e in cento zone funzionali non residenziali, comprendenti parchi e grandi aree non abitate – dichiara il capogruppo di Democrazia Solidale (Demos) all’Assemblea capitolina Sandro Petrolati -, si tratta di un lavoro importante, iniziato in Giunta, proseguito con il contribuito di cittadini e comitati di quartiere attraverso la consultazione promossa dall’Amministrazione e infine approdato in Assemblea Capitolina. Ieri abbiamo votato un atto che dimostra la capacità di stare al passo con la realtà. Dare confini più riconoscibili alle diverse realtà della città, infatti, non è soltanto un’operazione cartografica: significa riconoscere comunità, identità territoriali e trasformazioni che nel tempo hanno modificato Roma. Un’attenzione particolare riguarda Campo Romano, nel Municipio VII. Ho sottoscritto l’ordine del giorno della maggioranza che accompagna il provvedimento e che prevede espressamente anche Campo Romano, accogliendo le istanze avanzate dal comitato di quartiere. Resta da definire con l’Istat l’aspetto tecnico relativo alla delimitazione delle zone censuarie, che dovrà trovare una soluzione coerente con l’impegno assunto dall’Assemblea capitolina. È un punto che ho seguito con particolare attenzione e di cui continuerò a seguire il percorso fino alla sua definitiva attuazione. Ritengo importante che, una volta completati gli approfondimenti tecnici necessari, la delimitazione definitiva di Campo Romano rispecchi l’identità territoriale e la realtà vissuta quotidianamente dai suoi abitanti. La nuova articolazione dei quartieri, infatti, al di là dei confini sulla carta, deve rappresentare il modo in cui le persone riconoscono il territorio nel quale vivono, lavorano e costruiscono relazioni. L’appartenenza a un quartiere non deve essere una chiusura, ma può diventare una base più solida per il dialogo, la partecipazione e l’inclusione. Una nuova mappa capace di fotografare la crescita di Roma, le sue trasformazioni e le sue molteplici identità, offrendo maggiore riconoscibilità alle tante realtà che compongono la nostra città e restituendo un’immagine reale, giovane e dinamica della città eterna, in perenne evoluzione».

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