ULSTER, immigrazione e disordini. Rifugiato sudanese accoltella per strada un passante: notte di guerriglia urbana a Belfast

Belfast, 10 giugno 2026 – Notte di violenze nella principale città dell’Irlanda del Nord (Ulster), ma non a causa della secolare contrapposizione tra cattolici e protestanti, bensì per la reazione di parte della popolazione locale all’ennesimo brutale atto di violenza omicidiaria che ha visto protagonista un immigrato, in questo caso un rifugiato sudanese che nella giornata di ieri aveva accoltellato per la strada un quarantenne rendendolo semicieco. L’africano è stato incriminato, tuttavia le autorità giudiziarie del Regno Unito tendono a escludere che si sia trattato di un atto di terrorismo, e ora a suo carico pendono le accuse per i reati di tentato omicidio, possesso di coltello in luogo pubblico e minacce. Fatto sta, che in ogni caso il copione si è ripetuto e, anche stavolta, la gente è scesa nelle strade manifestando, ma differenza delle manifestazioni di Southampton, a Belfast la rabbia ha portato ad guerriglia urbana e incendi di edifici. Le proteste contro gli immigrati e il governo di questo moribondo simulacro di un impero che non c’è più – fratturato al suo interno da decenni di fallimenti nel processo di integrazione multiculturale e da politiche paradossali, quali quelle che fin dagli anni Ottanta ispirarono i protocolli destinati agli operatori di polizia che dovevano confrontarsi con le comunità (allora minoranze) di immigrati onde flemmatizzarne l’approccio – hanno avuto luogo tutta la notte, degenerando presto in disordini.

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