Kiev, 15 marzo 2026 – Nella notte tra il 13 e il 14 marzo scorsi le forze armate della Federazione Russa hanno effettuato una serie di attacchi su larga scala con droni (sistemi a pilotaggio remoto) e missili contro il territorio ucraino, che hanno provocato un significativo numero di vittime tra la popolazione civile nella capitale Kiev. Secondo fonti dell’aeronautica ucraina, due missili da crociera ipersonici Zirkon sarebbero stati lanciati dalla penisola di Crimea, 13 missili balistici Iskander-M/S-400 dall’oblast di Bryansk, 25 missili da crociera Kalibr dal Mar Nero e dal Mar Caspio, 24 missili da crociera Kh-101 dall’oblast di Vologda e quattro missili da crociera Kh-59/69 dall’oblast di Kursk oltreché da zone non specificate dell’oblast di Donetsk. Inoltre, le medesime fonti riferiscono che i russi hanno lanciato 430 droni d’attacco (dei quali circa 250 Shahed e gli altri Gerbera, Italmas e di altri tipi), dalle città di Bryansk, Kursk e Oryol, Millerovo (oblast di Rostov), Shatalovo (oblast di Smolensk), Primorsko-Akhtarsk (Territorio di Krasnodar) e Hvardiiske e Capo Chauda (Crimea). Le forze armate ucraine si attribuiscono altresì l’abbattimento di 402 droni, di un missile da crociera ipersonico Zirkon, di sette missili balistici Iskander-M/S-400, di 25 missili da crociera Kalibr, di 24 missili da crociera Kh-101 e di un missile da crociera Kh-59/69. Sei missili e 28 droni d’attacco hanno colpito 11 località e che i detriti dei droni hanno colpito sette località del paese. Le forze armate russe avevano recentemente utilizzato i sistemi missilistici Zirkon, Iskander-M e Kalibr negli attacchi su larga scala contro l’Ucraina compiuti il 6 e il 7 marzo. Ieri, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva confermato che a seguito degli attacchi russi erano state colpite la città di Kiev e le regioni di Kiev, Sumy, Kharkiv, Dnipropetrovsk e Mykolaiv. Egli ha inoltre rilevato che le forze armate della Federazione Russa hanno preso di mira le infrastrutture energetiche presso la capitale, colpendo però anche zone residenziali ed edifici scolastici. A seguito di questi attacchi, che nell’oblast di Kiev hanno provocato la morte di almeno cinque persone e il ferimento di alcune decine, l’erogazione di energia elettrica nella capitale e nelle regioni di Kiev, Kirovohrad, Chernihiv, Kharkiv, Zaporizhia e Dnipropetrovsk ha subito una interruzione.
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