N’Djamena, 16 gennaio 2026 – Scontro a fuoco in territorio ciadiano a seguito dello sconfinamento di un gruppo di paramilitari sudanesi delle Rapid Support Forces (RSF), il bilancio delle vittime è di sette soldati dell’esercito di N’Djamena. Il fatto è avvenuto ieri nel Ciad orientale, presso la città di Tiné, non distante dal confine con il Sudan. Le autorità di N’Djamena riferiscono di un’incursione oltre frontiera da parte di una delle parti in conflitto nel conflitto sudanese, appunto le RSF, che una volta penetrate nello stato confinante si sono scontrate con i militari ciadiani. No si tratta del primo episodio del genere, poiché il 26 dicembre scorso al confine due soldati del Ciad erano stati uccisi in un attacco dalle FSR condotto mediante dei droni. Gli Emirati Arabi Uniti, accusati di aver sostenuto e armato le FSR, hanno preso le distanze dall’attacco stigmatizzandolo in una dichiarazione diffusa questa mattina, senza tuttavia attribuire aperte responsabilità alle FSR. Il conflitto che vede contrapposti l’esercito sudanese e i paramilitari delle RSF prosegue dall’aprile 2023, esso ha provocato decine di migliaia di morti e oltre dodici milioni di sfollati, dei quali circa un milione rifugiatisi nel Ciad. La guerra ha diviso il Sudan in due, con l’esercito di Khartoum che controlla il nord, l’est e il centro, mentre l’FSR assestato sull’intera regione del Darfur (nell’ovest), estesa per un terzo del totale del territorio sudanese, inoltre, con i suoi alleati anche alcune zone del sud.
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