Damasco, 17 gennaio 2026 – Nella serata di ieri il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha emanato un decreto volto a salvaguardare i diritti dei curdi in nel Paese, un atto che segue gli scontri armati ad Aleppo tra le forze curde sostenute dagli Stati Uniti d’America e quelle di Damasco; al-Sharaa si è rivolto direttamente alla popolazione curda invitando, tra l’altro, i curdo-siriani sfollati a tornare nelle loro città e nei loro villaggi, garantendo loro «che non vi sono altre condizioni se non quella di deporre le armi». Sulla base del testo del decreto, viene stabilito che il curdo sarà riconosciuto come lingua nazionale e il Nowruz festa nazionale. Esso prevede la concessione della cittadinanza siriana ai residenti curdi che ne furono privati a seguito del controverso censimento del 1962, impone alle istituzioni statali di promuovere una politica nazionale inclusiva e garantire pari diritti a tutte le comunità. L’annuncio è stato fatto mentre persistono le tensioni nel nord del Paese, oggetto di combattimenti tra le forze curde e le truppe governative, nonostante i continui sforzi internazionali per stabilizzare la regione. Sempre ieri, i militari statunitensi hanno incontrato i loro alleati curdi a Deir Hafer, la notizia è stata resa nota da US Centcom, che, per bocca del suo portavoce, il capitano Tim Hawkins, ha sottolineato come «una Siria in pace con se stessa sia fondamentale al fine di preservare la pace e la stabilità nell’intera regione». Nella stessa giornata il leader delle SDF, Mazloum Abdi, ha dal canto suo dichiarato che ritirerà le proprie forze a est di Aleppo a partire dalle ore sette (ora locale) di sabato 17 gennaio, rischierandole a oriente del fiume Eufrate.
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