SIDERURGIA, sicurezza sul lavoro. Taranto, incidente al Pla/2 (treno lamiere)

Taranto, 10 maggio 2026 – A seguito dell’incidente verificatosi al reparto Pla/2 (treno lamiere), Acciaierie d’Italia ha comunicato a sessanta lavoratori mediante un messaggio Whatsapp la loro collocazione in cassa integrazione a zero ore. Si tratta in massima parte di addetti alla manutenzione e alla sicurezza degli impianti. Ad avviso dei sindacati di base si tratta di un provvedimento «inaccettabile». Al riguardo, Vincenzo Mercurio, coordinatore provinciale dell’Unione sindacale di base di Taranto (Usb) ha espresso il disappunto in una nota diffusa alla stampa nel pomeriggio di ieri. «L’azienda invia ai dipendenti una comunicazione con un messaggio Whatsapp – si afferma in essa -, con cui annuncia il ricorso alla cassa integrazione a ore zero, senza termine finale. Circa sessanta i destinatari del reparto treno lamiere, dei quali venticinque addetti alla manutenzione e quindici preposti alla sicurezza dell’impianto.  Oltre il danno, la beffa, perché questo accade proprio nel momento in cui ci si aspettava dall’azienda un intervento efficace a tutela della sicurezza dei lavoratori su impianti e strutture, soprattutto nei reparti che presentano, con evidenza, grandissime criticità. Questo accade a pochi giorni dal grave episodio avvenuto proprio al reparto Pla/2 (treno lamiere), dove un cappellone industriale installato a oltre venti metri di altezza è precipitato all’interno del capannone, sfiorando quella che avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima tragedia sul lavoro all’interno dell’ex Ilva. La possibilità che questo accadesse era stata messa in conto e anche preannunciata con un suono alquanto provocatorio durante il confronto con i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls). Oggi si passa dalle parole ai fatti. Di fronte a un evento gravissimo, che solo per puro caso non ha provocato vittime, la risposta aziendale sembra quindi essere non quella di investire  sul ripristino delle condizioni minime di sicurezza sul lavoro, ma quella di mandare a casa i lavoratori in cassa integrazione. Una scelta che appare ancora più incomprensibile, considerando che gli obblighi di sicurezza e manutenzione sono previsti dalla normativa anche con riferimento agli impianti fermi o non marcianti. Come Usb, denunciamo da tempo le condizioni critiche del reparto treno lamiere: strutture deteriorate dall’usura e dagli agenti chimici, coperture ormai ridotte a un colabrodo e infiltrazioni continue che, nelle giornate di pioggia, come è accaduto nelle ultime ore, riversano enormi quantità d’acqua all’interno del capannone e direttamente sugli impianti. Quanto accaduto rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme ignorato. E l’impressione sempre più forte è che questa gestione continui a utilizzare la cassa integrazione come strumento punitivo nei confronti dei lavoratori e di chi chiede semplicemente condizioni di lavoro sicure e dignitose».

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