SICUREZZA, Forze dell’Ordine (3). «Mele marce», Commissariato di Anzio Nettuno: arrestati cinque poliziotti per droga, peculato e violazione banche dati

Roma, 9 settembre 2026 – L’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei cinque membri della Polizia è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Roma. I poliziotti prestavano servizio presso il Commissariato di Anzio Nettuno, località sul litorale laziale a ridosso della Capitale. Gli arresti rislagono alla mattinata di ieri e sono stati effettuati da personale della Sezione investigativa dello Sco (Sisco) supportati dalla Squadra Mobile romana, essi concludono una complessa indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Le accuse contestate, a vario titolo, agli arrestati concernono i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso in cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle Forze dell’Ordine. Le attività illecite contestate sarebbero state poste in essere tra il 2024 e il 2025. Secondo l’accusa, i poliziotti, agendo in qualità di pubblici ufficiali, nella commissione dei reati ascrittigli si sarebbero avvalsi della gestione irregolare di proprie fonti confidenziali, aspetto che ad avviso degli inquirenti avrebbe rivestito una importanza fondamentale nel quadro dei rapporti in essere tra alcuni dei poliziotti coinvolti e ambienti criminali attivi sul territorio anziate. In particolare, vengono contestate relazioni con sodali dediti al traffico di sostanze stupefacenti, nell’area, che si asserisce sia stato formato da cittadini italiani e albanesi, gruppo criminale che viene tuttavia perseguito nell’ambito di un procedimento giudiziario separato. Al riguardo va rilevato come il territorio di Anzio e Nettuno, e del Pometino in generale, risulta ormai da tempo al centro dell’attenzione investigativa a causa dell’attività di gruppi e famiglie criminali, strutture in alcuni casi perfettamente organizzate sui modelli originari delle zone originarie di provenienza, dedite al traffico di droga e ad altre attività illecite.

Il procedimento a carico dei cinque membri della Polizia di Stato arrestati è in una fase iniziale, di risulta, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e in attesa di un giudizio definitivo, nei confronti degli indagati vige la presunzione di non colpevolezza.

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