Londra, 11 giugno 2026 – Ennesimo scricchiolio del governo presieduto da Keir Starmer: il ministro della Difesa John Healey si è dimesso, apparentemente in modo inaspettato, poiché ritiene che l’esecutivo a guida laburista «non è disposto a spendere abbastanza per le forze armate in un momento di minacce crescenti». Si tratta di un ulteriore duro colpo per il primo ministro, il cui partito è uscito alle ultime local elections, inoltre sotto pressione per varie cause e con un paese dilaniato dalle proteste contro l’immigrazione a seguito dei recenti brutali atti di violenza perpetrati da stranieri. Negli ultimi tempi Starmer è stato sollecitato a lasciare l’incarico dai suoi colleghi laburisti, tuttavia, in quel partito prossimo all’estinzione nessuno, almeno al momento, intende assumerne la guida. Per tornare al caso di oggi, in una lettera indirizzata al premier, Healey ha affermato che «il piano di investimenti del Governo per la Difesa si pone ben al di sotto di quanto necessario in questo momento pericoloso». La pubblicazione del piano medesimo era stata par altro ritardata a causa di disaccordi tra il Ministero della Difesa e quello del Tesoro. Starmer si è impegnato ad incrementare la spesa per la Difesa del Regno Unito al 2,5% del prodotto interno lordo entro il 2027 e al 3% entro il 2034, ma i militari ritengono che non sia un ritmo sufficientemente rapido. «Non siete stati in grado, e il Tesoro non ha voluto, impegnare le risorse di cui la nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce», ha scritto Healey nella sua lettera di dimissioni, poiché a suo avviso la spesa proposta dal Tesoro di Sua Maestà britannica (il cui Segretario è attualmente Rachel Reeves) prevede un aumento di solo il 2,68% nel 2030, dopo aver raggiunto il 2,6% nel 2027, «ciò non è sufficiente – ha egli sottolineato -, viste le crescenti esigenze in materia di difesa e gli impegni militari britannici, citando la guerra con l’Iran, l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia e le minacce provenienti da Mosca, dunque, non mi resta altra scelta che rassegnare le mie dimissioni». I giorni di Starmer come primo ministro sono probabilmente contati, ora si attendono le elezioni suppletive al Parlamento del prossimo 18 giugno per comprendere la dinamica futura del Partito laburista, a questo punto legata alla elezione del sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham, rivale e probabile sfidante di Starmer per la leadership.
Potrebbero interessarti
Casa
di Redazione Insidertrend
IMMOBILIARE, Piano casa. Baccarini (Confassociazioni Real Estate): «Serve una politica dell’abitare organica e permanente»
Casa
di Redazione Insidertrend

