REGNO UNITO, indipendenza Scozia. La Corte suprema nega un nuovo referendum sulla questione

La sentenza emessa ha stabilito che non è possibile procedere a un referendum del genere in assenza dell’approvazione concessa dal parlamento di Londra. Dunque una sconfitta per gli indipendentisti e per la leader scozzese Nicola Sturgeon, che avrebbero voluto pervenire all’indipendenza da Londra, nel frattempo uscita dall’Unione europea, a nove anni dalla precedente consultazione elettorale indetta per il distacco dal Regno Unito, nella quale il 55% degli scozzesi si pronunciò a favore di una permanenza che perdura da oltre trecento anni. Dal 2014, lo Scottish National Party della premier Sturgeon si è ulteriormente rafforzato, soprattutto in seguito alla Brexit, infatti, la maggioranza della popolazione scozzese si era espressa per restare nell’Unione europea. Ella ha quindi ritenuto opportuno indire una nuova consultazione referendaria. A seguito della decisione assunta dalla Corte suprema ha conseguentemente ribadito l’intenzione di utilizzare «tutti i mezzi democratici, legali e costituzionali affinché il popolo scozzese possa esprimere la propria volontà. Dal mio punto di vista – ha dichiarato -, questo non può che avvenire con le elezioni», che è previsto abbiano luogo nel 2024 e che, sempre secondo la leader indipendentista, si trasformeranno in un «referendum de facto». In Scozia vivono cinque milioni e mezzo di persone, mentre nell’intero Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ve ne sono sessantasette milioni.

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