PIRATERIA NAVALE, sequestri di petroliere. Golfo di Aden, attacco alla nave Asana: somali o yemeniti houti i responsabili?

Riyadh, 17 luglio 2026 – Ennesimo azione armata ai danni di unita mercantili in navigazione nelle acque del Golfo di Aden: pirati al momento non identificati hanno abbordato la petroliera Asana (con ogni probabilità riconducibile alla Exon Energy, che ha sede nelle Isole Marshall) mentre si trovava in navigazione al largo della costa meridionale dello Yemen. I criminali avrebbero preso il controllo della nave. Il contesto nel quale ha avuto luogo l’evento risulta, almeno al momento per i medi, di difficile decrittazione, poiché non risulta chiaro se l’azione criminale sia da ricondurre effettivamente alla (per altro minacciata da Teheran) logica irano-yemenita di ritorsione ad attacchi alle infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica oppure alla endemica pirateria navale somala, anche alla luce dei dati di tracciamento della nave mercantile oggetto dell’attacco, che non batteva una bandiera confermata e che aveva indicato il porto somalo di Bosaso quale sua prossima destinazione. Attualmente sono in corso le operazioni di soccorso alla petroliera attaccata, mentre l’operazione Aspides dell’Unione europea, attivata nella regione del Mar Rosso e del Golfo di Aden, dovrebbe fornire elementi utili all’attribuzione delle responsabilità e ai dettagli in ordine all’avvenimento. L’equipaggio dell’Asana aveva lanciato un segnale di richiesta di soccorso alle 06:20 GMT di venerdì, non avendo a bordo una squadra di sicurezza armata di contractors. Ieri le autorità della Repubblica Islamica dell’Iran avevano chiesto agli Houthi yemeniti di tenersi pronti a bloccare la rotta petrolifera del Mar Rosso qualora le forze armate degli Stati Uniti d’America avessero attaccato le infrastrutture energetiche del Paese.

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