NICARAGUA, crisi diplomatica. Managua rompe le relazioni con l’Italia a causa delle dichiarazioni di Tajani sul terrorista latitante Alessio Casimirri

Managua, 16 luglio 2026 – Il governo nicaraguense ha interrotto ogni relazione diplomatica con la Repubblica Italiana a causa delle asserite «aggressive e irresponsabili dichiarazioni» rese dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, intervenuto pubblicamente sulla questione della protezione assicurata da quasi mezzo secolo da Managua ad Alessio Casimirri, già terrorista delle Brigate Rosse figlio di un funzionario della Sala Stampa vaticana, resosi irreperibile dal periodo del sequestro e assassinio dell’Onorevole Aldo Moro e della sua scorta, nonostante fosse stato monitorato dai servizi segreti italiani. Ad avviso del Ministero degli Esteri nicaraguense Tajani avrebbe «insultato, al di fuori di ogni norma del rispetto alle relazioni tra i popoli e i governi, con arroganza europea, il popolo e il governo del Nicaragua», aggiungendo in una nota ufficiale che «la rottura di ogni relazione con Roma è espressione contundente della sovranità e dignità nazionali». Parlando ieri in occasione di una riunione del Partito popolare europeo (PPE) svoltasi a Madrid, Tajani aveva ricordato la figura di Aldo Moro (che nel 1978 quando venne assassinato dalle Brigate rosse ricopriva la carica di presidente del Comitato esecutivo della Democrazia cristiana), sottolineando come il Governo nicaraguense continui a garantire la presenza del terrorista nel Paese centroamericano, proteggendolo. In Italia Casimirri è stato condannato in via definitiva a sei ergastoli, tuttavia, Managua (non soltanto nelle fasi dei governi sandinisti filosovietici, ma anche di quello filoamericano presieduto da Violeta Chamorro) ha sempre rifiutato di concederne l’estradizione. «Come dichiarato dal ministro Antonio Tajani – afferma al riguardo la Farnesina in una propria nota -, l’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta».

Condividi: