MEDIO ORIENTE, guerra e negoziati. La mediazione cinese e le proposte di Xi Jinping

Pechino, 14 aprile 2026 – Il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping ha impegnato il proprio paese nello svolgimento di un «ruolo costruttivo» nella promozione dei negoziati di pace per il Medio Oriente, esortando al contempo «al rispetto della sovranità delle nazioni nella regione dilaniata dalla guerra». Xi ha rilasciato queste dichiarazioni durante l’incontro che ha avuto a Pechino con il principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed al-Nahyan, al quale ha illustrato le proposte sino popolari relative al perseguimento della pace in Medio Oriente e nel Golfo. Mediante un proprio comunicato, l’agenzia di stampa statale Xinhua ha reso noto come Xi Jinping abbia sottolineato la posizione di principio che vede la Cina promotrice della pace «sollecitando i colloqui e ribadendo che Pechino continuerà a svolgere un ruolo costruttivo in questo ambito». L’emittente televisiva di stato CCTV in un suo servizio giornalistico ha in seguito argomento che i commenti del Presidente cinese andrebbero ricondotte a quattro proposte da lui stesso avanzate al fine di promuovere la pace in Medio Oriente. Pur senza entrare nei dettagli, Xi ha altresì sottolineato la necessità di salvaguardare un ordine mondiale basato sulle Nazioni Unite e di coordinarsi sulle questioni relative alla sicurezza e allo sviluppo. In mattinata sono giunti a Pechino anche il segretario generale del Partito comunista del Vietnam, To Lam, e il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergei Lavrov. Quest’ultimo ha dichiarato che entrambi incontreranno il responsabile della diplomazia sino popolare, Wang Yi, per discutere assieme dell’attuale situazione nella regione mediorientale. Al riguardo va rilevato come anche il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez sia in visita nella capitale della Repubblica popolare cinese, seppure per un viaggio incentrato principalmente sui rapporti commerciali bilaterali tra Madrid e Pechino, comunque egli ha dichiarato alla stampa che in ogni caso «la Cina può svolgere un ruolo importante nella crisi».

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