LIBIA, guerra civile. Tregua, all’opera gli osservatori ONU: obiettivi il monitoraggio del cessate il fuoco e un report attendibile sulla situazione

È giunto in Libia da tre giorni il gruppo di osservatori delle Nazioni Unite incaricato di monitorare la tregua concordata dai belligeranti il 23 ottobre scorso. Le forze sotto il comando del maresciallo Khalifa Haftar e i gruppi armati attivi nella vasta regione della Tripolitania hanno infatti accettato di interrompere i combattimenti in vista delle prossime elezioni generali indette per il prossimo mese di dicembre. Il team dovrebbe svolgere le proprie attività a Tripoli, Misurata e Bengasi. Incontri preliminari con il Comitato militare 5+5 hanno già avuto luogo a Sirte.

Gli osservatori non costituiscono una forza di interposizione di “caschi blu”, bensì un team che opererà in territorio libico per un breve periodo (cinque settimane) allo scopo principale di raccogliere informazioni. Si tratta di dieci elementi tratti dal personale delle Nazioni Unite di stanza a New York e a Tunisi, questi ultimi membri della missione UNSMIL.

Gli osservatori non sono armati e vengono protetti dal cosiddetto Comitato militare 5+5, cioè quell’organo formato dai rappresentanti militari dell’Est e dell’Ovest della Libia. Due gli obiettivi della missione: monitorare il cessate il fuoco in atto tra le fazioni in guerra lungo la linea di contatto, estesa sostanzialmente da Sirte a Jufra, e verificare la presenza o meno di combattenti mercenari stranieri.

L’Onu stima che in Libia siano presenti 20.000 combattenti stranieri. Ai numerosi contractor di varie “agenzie”, tra i quali i numerosi russi della Wagner,  si aggiungono gli jihadisti provenienti dalla Siria rischierati nel Paese nordafricano dalla Turchia di Erdogan.

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