LIBANO, colloqui di pace a Roma. Si riapre il tavolo negoziale tra Beirut e Gerusalemme

Roma, 14 luglio 2026 – Riprendono il loro avvio nella capitale italiana, sotto l’egida degli Stati Uniti d’America, i difficili negoziati tra Libano e Israele per una cessazione del conflitto nel tormentato Paese dei cedri. Il tavolo viene aperto in una fase caratterizzata da un’escalation della crisi in corso tra Washington e Teheran, che hanno ripreso la guerra (il presidente statunitense Trump lo ha anche comunicato formalmente al Congresso). Israele e Libano, ufficialmente in guerra da decenni, hanno raggiunto un accordo quadro il 26 giugno scorso a seguito di cinque cicli di negoziati che hanno avuto luogo a Washington, che avevano l’obiettivo di disarmare Hezbollah, la milizia sciita sostenuta dall’Iran che controlla il sud del Paese e parte della capitale, aprendo in questo modo la strada alla pace. Ma Hezbollah respinge l’accordo, che comporterebbe appunto il suo e il ritiro dei militari israeliani da due aree pilota nel Libano meridionale, lasciando all’Armée libaneise il difficile compito di assumere gradualmente il controllo delle località dalle quali si ritirerà Tsahal. Ma la condizione di Gerusalemme è indiscutibile: non vi dovrà più essere alcuna presenza di Hezbollah nelle aree da cui Israele si ritirerà. Sabato scorso una delegazione militare statunitense è giunta appositamente a Beirut per sostenere l’esercito libanese in ordine alla procedura del ritiro delle Israel Defense Force da una delle due zone pilota.

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