ISRAELE, guerra e relazioni internazionali. Spagna: sollecito di Sánchez all’UE a porre fine all’accordo di associazione

Madrid, 19 aprile 2026 – La Spagna in qualità di Stato membro chiederà all’Unione Europea di porre fine all’accordo di associazione con Israele «a causa delle presunte violazioni del diritto internazionale» da parte di quest’ultimo. Lo ha reso noto oggi il primo ministro Pedro Sánchez. «Martedì prossimo il Governo spagnolo presenterà all’Unione Europea una proposta affinché essa interrompa l’accordo di associazione con Israele», ha dichiarato al riguardo Sánchez durante un comizio politico tenuto in Andalusia, aggiungendo che «Israele viola il diritto internazionale e pertanto non può essere un partner dell’Unione Europea». L’accordo di associazione formalizzato nel del giugno del 2000 tra Unione Europea e Stato ebraico include infatti una clausola che impone il rispetto dei diritti umani. Spagna e Irlanda chiesero per la prima volta una revisione dell’accordo nel 2024 a causa delle preoccupazioni relative alle tattiche utilizzate nella guerra a Gaza in risposta agli attacchi di Hamas contro Israele compiuti nell’ottobre 2023. Lo stesso anno, il riconoscimento da parte di Madrid di uno Stato palestinese aveva ulteriormente incrinato le relazioni diplomatiche con Gerusalemme, momento dal quale Sánchez ha intensificato le sue critiche al governo di Netanyahu. Venerdì scorso Spagna, Irlanda e Slovenia hanno inviato una lettera alla Commissione Europea chiedendo che l’accordo con Israele venga discusso alla prossima riunione dei ministri degli esteri dell’Unione. Madrid aveva in precedenza criticato il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu per il conflitto nella striscia di Gaza e per gli attacchi al Libano. Dal canto suo, Netanyahu ha accusato la Spagna di «ipocrisia e ostilità». Egli ha accusato Madrid di condurre una campagna diplomatica ostile contro il suo paese, impedendo alla Spagna di partecipare alle iniziative guidate dagli Stati Uniti d’America intraprese allo scopo di contribuire alla stabilizzazione della striscia di Gaza nel dopoguerra. «Israele non rimarrà in silenzio di fronte a coloro che ci attaccano – aveva allora dichiarato Netanyahu -, non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e ostilità. Non permetterò a nessun paese di condurre una guerra diplomatica contro di noi senza pagarne immediatamente le conseguenze».

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