INTELLIGENCE, spycraft. Usa, funzionari dei servizi segreti e del Pentagono sotto accusa per aver fornito agli EAU sofisticate tecnologie di «hacking» informatico

Tre ex funzionari dell’intelligence e della Difesa statunitensi hanno ammesso di aver fornito sofisticate tecnologie per l’hackeraggio informatico agli Emirati Arabi Uniti (EAU), accettando conseguentemente il pagamento di una elevatissima ammenda al fine di risolvere stragiudizialmente la loro grave pendenza con il Dipartimento di Giustizia.

Marc Baier, Ryan Adams e Daniel Gericke, queste le persone sotto accusa da parte del Tribunale federale di Washington, avrebbero prestato la loro opera a una società con sede nella petromonarchia del Golfo Persico, fornendo alle sue agenzie governative di intelligence sistemi di hacking e di raccolta di informazioni utilizzati per accedere ai computer negli Stati Uniti e in altre paesi del mondo.

Il Dipartimento di Giustizia americano sostiene che gli uomini hanno commesso frodi informatiche e violato le leggi statunitensi sul controllo delle esportazioni di materiali sensibili, fornendo per altro servizi nel settore della Difesa di uno Stato estero senza la prevista autorizzazione richiesta.

L’accordo stragiudiziale, oltre al pagamento dell’ammenda milionaria, impone ai tre accusati di collaborare alle indagini svolte dalle autorità statunitensi e a recidere ogni legame con i servizi di intelligence e le forze di sicurezza emiratine. Qualora questi termini verranno rispettati per i prossimi tre anni, il Dipartimento di Giustizia Usa farà decadere le accuse.

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