INFRASTRUTTURE, trasporti pubblici e disagi. Roma, Metro C: trasferimento cantiere di Piazza Celimontana

Roma, 6 maggio 2026 – «Ieri in Assemblea capitolina sono state approvate due mozioni che chiedono il trasferimento del cantiere della Metro C da Piazza Celimontana e il ripristino del Giardino della Pace: tutte condivise e firmate dal Partito Democratico, dal M5s e da Forza Italia. Un risultato politico significativo, che ha visto convergere la maggioranza e diverse forze di opposizione su un obiettivo chiaro: restituire ai cittadini del Celio un’area verde utilizzata da oltre tredici anni per consentire la realizzazione di un’infrastruttura fondamentale quale è il prolungamento della Metro C». Lo dichiarano in una nota i consiglieri capitolini del PD Riccardo Corbucci e Antonella Melito, che inoltre aggiungono come le mozioni approvate rappresentino un atto politico unitario, poiché «l’Assemblea Capitolina, al di là delle appartenenze, ha scelto di stare dalla parte dei cittadini e del territorio. Il Giardino della Pace, restituito alla città nel 2003 come spazio pubblico e luogo di socialità per famiglie e bambini, è stato parzialmente occupato nel 2013 da un cantiere logistico legato ai lavori della Metro C. Una soluzione nata come temporanea, ma che nel tempo si è trasformata in una presenza permanente, oggi non più giustificabile né dal punto di vista operativo né da quello urbano. Nel frattempo, i lavori della Metro C sono avanzati verso altri quadranti della città, mentre il giardino è rimasto sottratto alla fruizione pubblica, andando incontro a un progressivo degrado, nonostante l’impegno dei cittadini per preservarlo. Con la nostra mozione chiediamo non solo la delocalizzazione del cantiere, ma anche l’apertura di un tavolo istituzionale con Roma Capitale, Metro C e la Soprintendenza, oltre a una calendarizzazione certa per lo smantellamento e il ripristino integrale del Giardino della Pace attraverso un progetto di riqualificazione. L’Assessorato alla Mobilità è già al lavoro in questa direzione e le mozioni approvate rafforzano questa azione con un indirizzo politico chiaro dell’Assemblea capitolina. In questo percorso è stato importante anche il contributo del Municipio I, che ha già approvato all’unanimità atti analoghi. Non è una battaglia contro le infrastrutture. La Metro C è un’opera strategica per Roma e continuerà ad esserlo. Ma proprio perché crediamo nelle infrastrutture, riteniamo che debbano essere realizzate nel rispetto dei territori e della qualità della vita delle persone. Non esiste sviluppo urbano senza equilibrio con le comunità. “Il rione Celio oggi ci chiede di mantenere una promessa: restituire alla comunità uno spazio pubblico e condividere con altri quadranti della città quel senso di responsabilità e di generosità che questi cittadini hanno dimostrato per anni, accettando il sacrificio di un’area verde in nome di un bene pubblico primario come la realizzazione della metropolitana».

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