Bolzano Bozen, 1 agosto 2026 – Ha avuto luogo oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) l’incontro decisivo per la vertenza dell’acciaierie Valbruna, a esso hanno preso parte il ministro Adolfo Urso, il vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano Südtirol Marco Galateo, i rappresentanti aziendali e delle organizzazioni sindacali.
Malgrado si attenda ancora la formalizzazione della firma, la Fim Cisl esprime forte soddisfazione per l’intesa raggiunta tra l’azienda e le Istituzioni locali, un risultato conseguito grazie alla sinergia delle parti coinvolte e, soprattutto, alla grande mobilitazioni dei lavoratori. «È stata proprio la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori a sbloccare una vertenza che mai sarebbe dovuta esistere – sottolineaano i sindacalisti della Fim Cisl -, nata originariamente da un mero cavillo legale legato alle concessioni che ha scatenato una serie di interessi speculativi che avrebbero danneggiato il territorio. Nel corso del confronto sono stati affrontati tutti i nodi principali che porteranno nei prossimi giorni alla firma della nuova concessione. L’atto impegnerà l’azienda a realizzare gli investimenti già promessi. Per le organizzazioni sindacali era fondamentale ottenere certezze concrete: la conferma della vocazione siderurgica delle aree, la continuità produttiva e la piena tutela occupazionale sia per il sito di Bolzano sia per quello di Vicenza. Accogliamo l’intesa con soddisfazione, la Fim Cisl vigilerà con attenzione su tutti i passaggi successivi, chiedendo da subito all’azienda di presentare nel dettaglio il piano industriale che darà gambe agli investimenti garantiti».
«Attendiamo la formalizzazione del raggiungimento dell’accordo per la concessione dei suoli, fra la Provincia di Bolzano e Acciaierie Valbruna, per esprimere un sentimento di soddisfazione per la concessione d’uso dei suoli per lo stabilimento altoatesino – hanno dichiarato Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, Carlo Biasin, segretario Uilm Vicenza, e Eduart Dedja, segretario Uilm Alto Adige Südtirol -, ma esprimiamo anche un sentimento di amarezza per una vicenda che poteva essere risolta diversamente evitando di far pagare un prezzo ai lavoratori, alla comunità ed alla economia locale. Ricordiamo che la decisione della Provincia di Bolzano di avviare la procedura di gara per la concessione ha originato un’incertezza di oltre un anno sulle prospettive industriali delle acciaierie, anche per il sito di Vicenza, con conseguenze per l’azienda ed i lavoratori: ritardi su investimenti, mancati ordini, effetti sociali. Solo grazie alla determinazione dei duemila avoratori diretti di Bolzano e Vicenza e le centinaia dell’indotto, che hanno messo in campo numerose iniziative per difendere le fabbriche e raccogliendo la solidarietà dei cittadini, la politica ha assunto un comportamento responsabile, ricercando un accordo con la famiglia Amenduni. All’azienda va riconosciuta la coerenza nell’aver voluto continuare a credere in una prospettiva industriale nonostante un atteggiamento ostativo da parte delle istituzioni locali, adesso attendiamo che la stessa politica altoatesina confermi la volontà di voler consolidare la vocazione industriale della provincia con interventi che mettano in sicurezza tutto il patrimonio manufatturiero, a partire da Aluminium Bozen la cui concessione scadrà nel 2030. Il patrimonio industriale di Bolzano vede la presenza di realtà di alta specializzazione ed elevato contenuto tecnologico auspichiamo che le istituzioni locali supportino le aziende interessate ad investire a partire da Valbruna, che generano effetti positivi sia in termini di occupazione che di creazione di ricchezza per l’intero territorio, ed ostacolino interessi edilizi speculativi che arricchiscono pochi a scapito della collettività. Abbiamo chiesto che il Ministero dell’Industria e del Made in Italy continui a seguire con attenzione il pregiato panorama manifatturiero altoatesino nell’ambito di una politica industriale nazionale».



