Gaza City, 16 luglio 2026 – Mentre il ministro della Difesa israeliano Israel Katz nella notte incontrava il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, che ha aggiornato il primo sulle attività militari svolte dalle forze americane contro l’ran e con Katz che ha confermato al suo interlocutore che lo Stato ebraico è determinato a mantenere le sue forze nelle zone di sicurezza che ha creato in Libano, Siria e nella striscia di Gaza, in quest’ultimo teatro di combattimenti si è registrato un intensificarsi dell’escalation. Funzionari sanitari palestinesi della striscia di Gaza hanno infatti riferito che almeno cinque persone sono rimaste uccise a seguito di attacchi israeliani condotti dall’aviazione sulla località urbanizzata di Tuffahe da unità corazzate nel sobborgo di Zeitoun, nella settore orientale di Gaza City; un terzo attacco è stato compiuto a Khan Younis. Più o meno contestualmente miliziani palestinesi hanno ucciso quattro soldati israeliani. dall’inizio di giugno si registra un incremento delle azioni militare delle Forze di Difesa israeliane nel territorio palestinese. In questo difficile scenario è giunta anche la notizia dell’avvenuta formalizzazione da parte del Regno del Marocco della propria partecipazione alla forza di stabilizzazione nella Striscia. Da Rabat lo ha reso noto l’agenzia di stampa Map, che ha riferito come «su ordine di Re Mohammed VI, in qualità di capo supremo e capo di stato maggiore generale delle Forze armate reali e Presidente del Comitato Al Qods, i ministri marocchini Nasser Bourita (Affari esteri, Cooperazione africana e Marocchini residenti all’estero) e Abdeltif Loudyi (Amministrazione della Difesa nazionale) hanno ricevuto nella capitale Nickolay Mladenov, Alto Rappresentante del Consiglio di Pace per Gaza, a capo di una delegazione di alto livello». Nel corso dell’incontro, svoltosi alla sede dell’Amministrazione della Difesa nazionale alla presenza di alti ufficiali delle FAR, è stato firmato l’Accordo relativo alla partecipazione del Regno del Marocco alla Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) a Gaza, autorizzata dall’Onu. Il Marocco è il primo Paese ad aver siglato tale accordo con il Consiglio di Pace. Il Regno nordafricano porrà a disposizione dell’ISF ufficiali superiori delle Forze Armate Reali, quadri della Gendarmeria Reale e della DGSN (intelligence), oltre a un ospedale da campo. Si tratta di un impegno che va ad aggiungersi alle iniziative umanitarie già intraprese dall’inizio del conflitto, tra le quali figurano l’invio di aiuti via terra e il sostegno attraverso l’Agenzia Bayt Mal Al-Qods.
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