ESTERI, vertice G7 Evian-les-Bains. I dubbi degli europei sull’accordo di Trump con l’Iran

Evian-les-Bains, 16 giugno 2026 – È possibile che i leader europei partecipanti al vertice G7 in Francia rendano edotto il presidente statunitense Donald Trump dei dubbi che affermano nutrire sull’accordo provvisorio con la Repubblica Islamica dell’Iran, da loro ritenuto «superficiale» e «rischioso», poiché potrebbe consentire a Teheran un consolidamento del proprio programma nucleare, oltreché di quello relativo ai missili balistici di Teheran. Le cancellerie di alcuni Stati del Vecchio continente esorteranno inoltre l’inquilino della Casa Bianca a rivedere la sua strategia per l’Ucraina, che a Londra, Parigi e Berlino viene ritenuta eccessivamente filo-russa. Le leadership europee hanno lasciato trasparire come un team negoziale statunitense inesperto possa non riuscire a raggiungere un solido accordo sul nucleare, né ad affrontare il programma missilistico balistico iraniano nella prossima fase, rischiando una prolungata situazione di stallo. Francia, Germania e Regno Unito vorrebbero svolgere un ruolo maggiormente attivo nel corso dei prossimi colloqui. Questi tre Stati europei avevano avviato nel 2003 un dialogo con l’Iran sul programma nucleare, collaborando in seguito con il presidente americano Barack Obama al fine di raggiungere un accordo, siglato nel 2015 in cambio di un allentamento delle sanzioni precedentemente imposte alla Repubblica Islamica. Successivamente, durante il suo primo mandato presidenziale Trump criticò duramente tale accordo, dal quale ritirò gli Stati Uniti d’America.

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