ESTERI, tensioni nell’Egeo. Il drone «dual use» che inquieta Ankara

Atene sta potenziando la propria industria dei sistemi a pilotaggio remoto attraverso lo sviluppo del drone Archytas, presentato per la prima volta alcuni giorni fa. Si tratta di una macchina in grado operare sia in contesti civili (attività SAR) che militari, ad esempio nella funzione ricognitiva e di sorveglianza, fornendo alle forze armate greche le informazioni necessarie a una consapevolezza della situazione in atto lungo i confini terrestri e marittimi del Paese ellenico. Inoltre, potrà trovare impiego nel monitoraggio dei veicoli terrestri, nella scorta delle unità navali e nel rilevamento dei droni navali ad alta velocità. Ad avviso dei tecnici del settore, le sue capacità soddisferebbero i requisiti richiesti ai fini della protezione del territorio nazionale greco e delle isole nel Mar Egeo. Un elemento di perturbazione dello scenario militare che caratterizza i due Stati rivali entrambi membri della NATO, Grecia e Turchia, protagonisti di un antica dura controversia che ha a oggetto lo spazio aereo e la sovranità sulle acque territoriali (con le annesse risorse al di sotto dei fondali marini) dell’Egeo. Una tensione rialimentatasi di recente che ha indotto il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan minacciare un intervento militare contro il rivale: «La Turchia potrebbe arrivare all’improvviso una notte».

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