ECONOMIA, vertice di Davos. La nuova visione del capitalismo al 51º World Economic Forum

Dopo i duri avvertimenti del presidente cinese Xi Jinping e le osservazioni della cancelliera tedesca Merkel riguardo alla scarsa trasparenza sull’origine e del virus. Atteso a Davos l’intervento del presidente russo Vladimir Putin, erano dieci anni che non partecipava al Forum, l’ultima volta era stato nel 2009, quando era primo ministro.

In mattinata Ursula von der Leyen aveva dichiarato che «dobbiamo imparare da questa crisi cambiando il modo in cui conduciamo le nostre vite e facciamo business e, di fronte al cambiamento climatico, dobbiamo agire ora».

La presidente di turno della Commissione europea ha ammonito che «la prossima pandemia è dietro l’angolo», quindi ha denunciato l’eccesso di potere oggi concentrato in pochi colossi del web.

Nel suo discorso la cancelliera ha esordito affermando: «La pandemia ha fatto emergere le nostre vulnerabilità, ci ha dimostrato quanto siamo interdipendenti e ricordato che facciamo parte di un habitat naturale». Quindi, rivolgendosi alla Cina Popolare ha dichiarato che: «Sull’origine del virus è mancata trasparenza. È l’ora del multilateralismo e il G20 ha un ruolo centrale da svolgere. I vaccini, anche se ancora non in quantità sufficiente, sono promettenti e rappresentano una strada fuori dalla pandemia, che però non sarà breve come molti di noi avevano sperato».

Nel pomeriggio l’intervento del presidente francese Macron, mentre l’italiano Giuseppe Conte sarà costretto a disertare per evidenti ragioni il World Economic Forum di Davos, dove avrebbe dovuto parlare oggi alle ore 13:00.

«Usciremo dalla crisi legata al coronavirus in modo più forte e rapido con un’economia che tenga in considerazione la lotta alle disuguaglianze»: ha affermato Emmanuel Macron, aggiungendo che «oggi più che mai bisogna rimettere al centro dell’economia capitalistica le disuguaglianze, a cominciare da quelle sociali, geografiche e climatiche. Il capitalismo vecchio stile non funziona più. Abbiamo bisogno di un multilateralismo efficace e, ora, abbiamo un nuovo socio nordamericano per ottenerlo.

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