DIFESA, industria. Leonardo Spa, (Fim, Fiom e Uilm): «Nuovi investimenti ampliano il piano industriale, ma Aerostrutture rimanga in Leonardo

Roma, 13 marzo 2026 – Il giorno 11 marzo scorso si è svolto l’Osservatorio Strategico Leonardo Spa per l’aggiornamento del piano industriale, evento presieduto dall’amministratore delegato del Gruppo, Roberto Cingolani, dalla direzione aziendale e dalle segreterie nazionali dei sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. Ad avviso dei sindacati del comparto metalmeccanico «il piano strategico consolida l’attuale sviluppo delle Divisioni con un cambio di paradigma radicale», poiché «il passaggio dalla Difesa tradizionale, legata ai confini fisici e ai mezzi cinetici, a quello della sicurezza globale, integrata e multi dominio, proietta l’azienda verso sfide future su tecnologie cibernetiche che avranno come scopo la difesa delle reti, anche energetiche, ai dati dello Stato e dei cittadini. Sebbene la difesa dei cieli permanga un pilastro operativo, l’identità futura di Leonardo risiede nella capacità di governare sistemi complessi in scenari di pace e di crisi».

Prosegue il comunicato diffuso congiuntamente dalle sigle confederali: «Leonardo, oltre a mantenere gli investimenti in tutte le Divisioni, amplierà quindi lo sviluppo del super-calcolatore e gli asset inerenti la Cyber security che sarà insieme alla Divisione Elettronica la testa e il cuore di tutte le tecnologie proprietarie. I riflessi del piano industriale avranno un impatto positivo sul piano occupazionale che nei prossimi cinque anni vedrà crescere gli occupati di 28.000 unità nel mondo, 11.000 delle quali in Italia. Il percorso di sviluppo tratteggiato ha l’obiettivo di incrementare gli ordini fino a 145 miliardi e i ricavi fino a 126 miliardi. Per quanto riguarda Iveco Defence il closing è previsto il 18 marzo, per la parte dei veicoli di trasporto militare, stabilimento di Piacenza/staff di Torino, al momento c’è una valutazione in corso per la possibile acquisizione dello stesso da parte di Rheinmetall che ha un diritto di prelazione che scadrà entro giugno. Nel settore degli unmanned, Leonardo sta giocando una partita di accelerazione con l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi di sviluppo/certificazione e partire poi con la produzione nei siti già individuati».

Riguardo ad Aerostrutture «il percorso di valutazione della possibile joint venture non subisce accelerazioni e potrebbe chiudersi entro il mese di giugno, l’azienda ha precisato, come fatto nell’ultimo incontro di Divisione, che non è intenzione di Leonardo di uscire da Aerostrutture e la governance della joint venture sarà paritetica. Fim, Fiom e Uilm, nel giudicare positivamente, per ogni Divisione interessata, le linee guida di aggiornamento del piano che proiettano l’azienda verso sfide sempre focalizzate sulla sicurezza, hanno ribadito la loro contrarierà alla visione di politica industriale sulla B.U. Aerostrutture. Fim, Fiom e Uilm non condivideranno  progetti che non prevedano garanzie di permanenza nel perimetro Leonardo, dell’ingegneria e delle attività manifatturiere su tutti i siti, radicati nel meridione, e soprattutto di governance diretta di Leonardo. Il settore dell’aeronautica civile ha certamente bisogno di essere sostenuto con politiche industriali assenti ormai da decenni, per questo Fim, Fiom e Uilm si sono rese disponibili a un’azione comune nei confronti del Governo, se questo è propedeutico a un cambio passo da parte dell’azienda. La valutazione sul processo che potrebbe investire Aerostrutture quindi non può che essere critica e impone di tenere altissima l’attenzione su quanto l’azienda avrebbe intenzione di intraprendere. Per questo Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di convocare per martedì 18 marzo il Coordinamento Unitario delle RSU e delle strutture territoriali della B.U. Aerostrutture per valutare insieme eventuali iniziative».

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