CRIMINALITÀ, stupefacenti. Fiumicino, la Finanza smantella organizzazione internazionale dedita al traffico e allo spaccio di cocaina

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino nei confronti di quindici persone per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (6 in carcere, 2 ai domiciliari e 7 obblighi di presentazione alla p.g.).

All’esito delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smantellato un sodalizio criminale dedito allo smercio di cocaina nella periferia Ovest della Capitale e sul litorale romano.

L’organizzazione era promossa e diretta da Zarfati Bianca (classe 1949), soprannominata “zia Bianca”, che si riforniva stabilmente di droga da due pregiudicati per numerosi precedenti specifici. Da quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche e ambientali eseguite, i tre sodali, destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, commentavano di essere rimasti tra i pochi a operare con “serietà” nel settore, facendo le cose alla “vecchia maniera”, in cui contava la “parola data”.

Essendo agli arresti domiciliari, la Zarfati aveva stabilito il centro direzionale e operativo dell’associazione nella propria abitazione a Fiumicino, dove intratteneva i contatti con i fornitori e impartiva le disposizioni per le cessioni dello stupefacente e la riscossione dei relativi compensi.

Pur privilegiando gli incontri di persona ai colloqui telefonici, per le conversazioni a distanza era stato condiviso un singolare linguaggio criptico ispirato al mondo della gastronomia, in cui la cocaina diventava, a seconda dei casi, “fettine panate”, “lasagne” e “spaghetti alle vongole”. Come affermato dall’accusata in una conversazione captata: «Le telefonate mie e sue sono tutte di mangiate… mai… mai… mai parlato di niente».

Secondo l’impianto accusatorio degli investigatori, al fine di trovare una valida alternativa al business in corso e compensare la economica derivante dal sequestro di droga nell’ambito di un’operazione di servizio conclusa con l’arresto di un “corriere”, ella faceva ricorso un suo vecchio contatto peruviano per avviare con lui una trattativa per l’acquisto di narcotico direttamente dal Sud-America a prezzi concorrenziali, che si sarebbe dovuta concretizzare con una prima fornitura di sei chilogrammi di cocaina.

Anche se l’affare non si concludeva, le indagini hanno consentito di individuare i referenti dell’organizzazione peruviana in Nunez MorenWalter Jesus (classe 1978) e Huaman Lopez Junior Gabino (classe 1986), nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Con riferimento a sette acquirenti di droga, anche loro compiutamente identificati dagli investigatori, il G.I.P. ha disposto, invece, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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