Roma, 14 aprile 2026 – Viene definito come «un episodio di violenza inaudita che ha scosso la linea A della metropolitana di Roma», tra le stazioni di Repubblica e Barberini, ma si tratta di qualcosa che ormai è oltremodo frequente. Una giovane donna di ventiquattro anni di origini bosniache che si trova all’ottavo mese di gravidanza è stata vittima di un violento pestaggio avvenuto sotto gli occhi attoniti dei turisti. La violenza è stata perpetrata nel tardo pomeriggio di domenica scorsa. Secondo le ricostruzioni fornite dal team del noto youtuber Cicalone, la donna sarebbe stata accerchiata da un gruppo di dieci borseggiatrici che, nonostante l’evidente stato di gravidanza avanzato della vittima, l’hanno colpita con calci e pugni al volto, alla schiena e all’addome. A seguito dell’aggressione subita la ventiquattrenne è riuscita a raggiungere la Stazione Termini allo scopo di chiedere aiuto ed è stata soccorsa dal personale del 118, che l’ha trasportata d’urgenza al Policlinico Umberto I. Dai primi controlli effettuati in ospedale è risultato che il feto non avrebbe riportato traumi, ma la giovane donna si è però allontanata dall’ospedale prima di completare tutti gli accertamenti.
I motivi della brutale aggressione andrebbero ricondotti allo scontro tra bande criminali per il controllo «della piazza» dove viene diuturnamente praticata l’attività di borseggio. Si ritiene infatti che la causa dell’aggressione di domenica pomeriggio non sarebbe un semplice diverbio, ma una vera e propria spedizione punitiva per affermare la supremazia e, di risulta, il controllo del territorio. La vittima stessa ha dichiarato di essere stata «punita» perché esercitava l’attività di borseggio autonomamente, rifiutandosi di sottostare alle regole del racket che controlla queste attività delinquenziali nelle stazioni. «Dicono che rovino la piazza», avrebbe riferito agli agenti di polizia, delineando un quadro inquietante di spartizione delle banchine tra gruppi criminali organizzati.
L’episodio richiama tragicamente quanto accaduto a due anni fa a Meri Secic, un’altra borseggiatrice aggredita perché si era rifiutata di consegnare una quota giornaliera di mille euro ai propri sfruttatori. Nonostante l’introduzione della Polmetro nel 2024 e l’intensificazione dei controlli (40.000 identificazioni e centinaia di provvedimenti tra arresti e denunce), il fenomeno muta forma allo scopo di sopravvivere. Si afferma infatti che i gruppi criminali stanno adattando i propri orari di azione, spostandosi verso le linee degli autobus che transitano nel centro della Capitale (64, 23, H) o colpendo in metropolitana dopo le otto della sera, cioè quando la sorveglianza speciale diminuisce.
A questo punto, data la mancata denuncia formale da parte della vittima, le Autorità di Pubblica Sicurezza temono che al fatto possa seguire un regolamento di conti tra famiglie rivali. La violenza di domenica sera conferma come la gestione dei borseggi nella città di Roma sia divenuta una vera e propria questione di ordine pubblico che va oltre il singolo micro-reato, sfociando in una lotta senza regole per il controllo economico delle aree frequentate dai turisti.



