A775 – MISTERI ITALIANI, CASO MORO: IL GIALLO DI VIA MARIO FANI E LA CONGIURA DEL SILENZIO. Aldo Moro non si trovava nella Fiat 130 blu in Via Mario Fani pochi minuti dopo le ore nove del mattino del 16 marzo 1978? Il fatto che non vi si trovasse costituisce certamente un’ipotesi suggestiva, che seppure ampiamente circolata in passato non è stata finora suffragata da adeguati riscontri. Tuttavia, rileggendo oggi i fatti verificatisi quarantotto anni fa non la si può neppure escludere del tutto. Ne parlò più volte confidenzialmente il professor Giuseppe De Lutiis, consulente della Commissione Pellegrino, rappresentando, seppure sinteticamente, la dinamica nei suoi dettagli. Egli fece anche cenno alla sua fonte: un alto funzionario del Sisde di sua conoscenza, che gli avrebbe confidato questa «verità» in punto di morte. Sulla base di essa, il prelevamento del presidente del Comitato esecutivo della Democrazia Cristiana da parte dei suoi sequestratori e il successivo annientamento della scorta andrebbero considerati due eventi distinti nel tempo e nello spazio. La «non presenza» di Moro in Via Mario Fani è il medesimo presupposto dal quale originano le analisi svolte da PIERO LAPORTA, generale dell’Esercito italiano in pensione che ha reso a insidertrend.it una lunga intervista. In essa, egli formula delle ipotesi sulla prigionia e sulla morte di Moro che conducono però a conclusioni del tutto diverse da quelle del De Lutiis

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A775 – MISTERI ITALIANI, CASO MORO: IL GIALLO DI VIA MARIO FANI E LA CONGIURA DEL SILENZIO. Aldo Moro non si trovava nella Fiat 130 blu in Via Mario Fani pochi minuti dopo le ore nove del mattino del 16 marzo 1978? Il fatto che non vi si trovasse costituisce certamente un’ipotesi suggestiva, che seppure ampiamente circolata in passato non è stata finora suffragata da adeguati riscontri.

Tuttavia, rileggendo oggi i fatti verificatisi quarantotto anni fa non la si può neppure escludere del tutto. Ne parlò più volte confidenzialmente il professor Giuseppe De Lutiis, consulente della Commissione Pellegrino, rappresentando, seppure sinteticamente, la dinamica nei suoi dettagli. Egli fece anche cenno alla sua fonte: un alto funzionario del Sisde di sua conoscenza, che gli avrebbe confidato questa «verità» in punto di morte. Sulla base di essa, il prelevamento del presidente del Comitato esecutivo della Democrazia Cristiana da parte dei suoi sequestratori e il successivo annientamento della scorta andrebbero considerati due eventi distinti nel tempo e nello spazio. La «non presenza» di Moro in Via Mario Fani è il medesimo presupposto dal quale originano le analisi svolte da PIERO LAPORTA, generale dell’Esercito italiano in pensione che ha reso a insidertrend.it una lunga intervista. In essa, egli formula delle ipotesi sulla prigionia e sulla morte di Moro che conducono però a conclusioni del tutto diverse da quelle del De Lutiis.