A761B – CULTURA, FOGOLÂR FURLAN ROMA: PASOLINI A CINQUANT’ANNI DALLA MORTE. Degne di menzione le due lodevoli iniziative intraprese recentemente il cui merito della riuscita va ascritto al responsabile Cultura del sodalizio dei friulani nella Capitale, avvocato Gianluca Ruotolo.
Si è trattato di due incontri oltremodo partecipati e interessanti che hanno avuto luogo presso la Sala San Filippo alla Chiesa Nuova il 29 settembre 2025 (che ha avuto a tema la figura del cardinale patriarca di Aquileia, Antonio Panciera), mentre il secondo, incentrato sulla figura dell’intellettuale e regista Pier Paolo Pasolini a cinquant’anni dal suo brutale assassinio, si è invece svolto il 24 ottobre 2025 nella sede UNAR di Via Ulisse Aldrovandi e vi hanno preso parte GIANLUCA RUOTOLO (responsabile Cultura del Fogolâr Furlan di Roma), GIUSEPPE SALMÈ (magistrato della Repubblica a riposo, membro del Collegio giudicante del Tribunale dei minorenni che condannò Giuseppe Pelosi per l’omicidio Pasolini), FILIPPO LA PORTA (docente, autore di saggi su Pier Paolo Pasolini), GIANFRANCO TOMEI (docente di psicologia presso Sapienza Università di Roma) ed ENZO ANNICHIARICO (presidente del Fogolâr Furlan di Roma). Pasolini «figura pop di incompiuto, instabile come un jazzista che improvvisa la musica». Il Friuli in lui ritorna sempre: la vita rurale degli anni della sua gioventù, primitiva e difficile seppure la famiglia Colussi fosse di estrazione borghese, anni durante i quali maturò il suo controverso rapporto con la modernità, che rifiutò. Un parallelo aderente con quegli «Ultimi» descritti nella propria opera da padre David Maria Turoldo, teologo, letterato e regista cinematografico: miseria, lavoro, polenta e pellagra, emigrazione. Ma cosa cercò davvero nella sua inquieta esistenza Per Paolo Pasolini, uomo animato dalla nostalgia per la civiltà contadina che andava scomparendo? Quest’ultimo evento, come è possibile prenderne atto ascoltando le fasi terminali della registrazione audio del convegno, si è purtroppo concluso con una interruzione del relatore da parte di un astante intervenuto con modi scomposti, un episodio mai verificatosi nel passato del sodalizio romano dei friulani.