A344 – ARTE, Trieste. Leonor Fini, memorie triestine; al via la mostra al Porto Vecchio: intervista con la curatrice, l’architetto Marianna Accerboni

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A344 – ARTE, ELEONOR FINI: MEMORIE TRIESTINE. La vicenda umana e artistica di una delle protagoniste della pittura e della grafica, dell’emancipazione femminile e  della liberazione dei costumi del XX secolo.

Nella mostra triestina oltre a disegni, acquerelli, oli, chine, incisioni e grafiche realizzate con pennarelli colorati, sarà possibile ammirare anche le reinterpretazioni della figura del gatto, che la Fini considerava una sorta di divinità e che riproduceva in chiave favolistica, trasformando i felini nei personaggi più disparati, come in un inesauribile racconto fantastico.

Una donna coraggiosa, Leonor Fini, che nel 1931, all’età di ventitré anni, decise di lasciare la sua famiglia, borghese e di cultura mitteleuropea che a quel tempo viveva in Argentina, per andare da sola a Parigi. Nella capitale francese, dove in quel periodo si affermava la corrente surrealista, riuscì ben presto ad affermarsi, iniziando al lavorare nell’alta moda.

La storia della geniale artista e l’avvenimento che ne influenzò profondamente la personalità vengono tracciati nell’intervista concessa dalla curatrice della mostra triestina, l’architetto MARIANNA ACCERBONI, che ha concesso un’intervista a insidertrend.it, il cui audio è possibile ascoltare di seguito su questo sito web.

(25 giugno 2021)