A245 – TURCHIA, DERIVA LIBERTICIDA: LA MORTE DEL MUSICISTA IBRAHIM GOKCEK, deceduto a seguito di uno sciopero della fame a oltranza. La vicenda occorsa al bassista della nota formazione Group Yorum evidenzia ancora una volta l’allarmante deriva liberticida in atto nel Paese anatolico. A insidertrend.it parla DAVID CACCHIONE, esponente della gruppo musicale Banda Bassotti, amico di Gokcek e testimone della sua attività artistica e politica.

audio
CategoriaEsteri
Data

A245 – TURCHIA, DERIVA LIBERTICIDA: LA MORTE DEL MUSICISTA IBRAHIM GOKCEK, deceduto a seguito di uno sciopero della fame a oltranza. La vicenda occorsa al bassista della nota formazione Group Yorum evidenzia ancora una volta l’allarmante deriva liberticida in atto nel Paese anatolico. A insidertrend.it parla DAVID CACCHIONE, esponente della gruppo musicale Banda Bassotti, amico di Gokcek e testimone della sua attività artistica e politica.

Il Group Yorum ha sempre sostenuto la lotta degli oppressi, partecipando alle manifestazioni di studenti, operai e contadini. In aperta opposizione al governo a guida Akp del presidente Erdoğan, ha subito una dura censura e i suoi componenti hanno dovuto affrontare oltre quattrocento processi nelle sedi giudiziarie del Paese.

È da tempo che le organizzazioni internazionale per la difesa dei diritti umani denunciano l’accanimento dell’apparato repressivo turco sulla band, concretizzatosi in una repressione arbitraria e spesso violenta, al punto che il ministero dell’interno di Ankara aveva inserito i nomi dei suoi componenti nelle liste dei ricercati.

Il centro culturale Idil è stato preso di mira dalla polizia per una decina di volte negli ultimi due anni, durante i quali nel corso delle irruzioni degli agenti al suo interno venivano distrutti gli strumenti musicali e l’archivio della band, mentre i componenti del gruppo, Gokcek incluso, venivano periodicamente arrestati, undici di loro si trovano tuttora in stato di detenzione.

Attraverso la loro ultima protesta non violenta essi chiedevano che venisse posta fine alla persecuzione loro e delle loro idee. La cessazione dei raid delle forze di sicurezza a Idil e la fine del regime di terrore instaurato nei loro confronti anche mediante la cancellazione dei loro nominativi dalle liste dei terroristi stilate dal ministero dell’interno, la fine dei processi nei quali si trovano imputati di terrorismo e il rilascio dei musicisti della band arrestati.

Ma chiedevano soprattutto di poter tornare a suonare pubblicamente, quindi il ritiro del divieto della durata di tre anni emesso dalle autorità di Ankara nel quadro della legislazione emergenziale in materia di sicurezza che a seguito del fallito colpo di stato militare intentato ai danni di Erdoğan nel 2016 sta imprimendo alla già tartassata e vacillante democrazia turca una deriva liberticida (8 maggio 2020).