A084 – PIRATERIA MARITTIMA, ECOMAFIE E TERRORISMO: parla il generale FABIO MINI, ORA ZERO (30 aprile 2009) a cura di Gianluca Scagnetti.

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A084 – PIRATERIA MARITTIMA, ECOMAFIE E TERRORISMO: il problema e le possibili soluzioni; intervista con il generale FABIO MINI, esperto di strategia, ORA ZERO, trasmissione del 30 aprile 2009, a cura di Gianluca Scagnetti. Due grandi poli di concentrazione della pirateria navale: Corno d’Africa e coste di Malesia e Indonesia (non casualmente i due punti di massima estensione dello tsunami, che ha distrutto le microeconomie locali); il fenomeno della pirateria navale e le regioni da esso interessato; come agiscono le organizzazioni criminali, gli attacchi «veri» e quelli «civetta»: le “mediazioni” tra società armatrici e organizzazioni criminali dedite alle pirateria marittima e i casi di pirateria non denunciati, col pagamento di un riscatto “preventivo” la pirateria si trasforma in racket; il 70% delle azioni avvengono all’interno dei porti; le armi a disposizione dei criminali e la loro sempre maggiore potenze di fuoco; i collegamenti col terrorismo; le contromisure assunte dagli armatori e il ricorso a forze di sicurezza private (contractors); accordi tra ecomafie e warlord somali: i rifiuti tossici sotterrati in Somalia al costo di 30 dollari alla tonnellata; lo strategico Stretto di Malacca e gli altri fondamentali “colli di bottiglia”; i vari livelli di affidabilità delle diverse compagnie di contractors; spostamento del baricentro delle attività jihadiste nell’Estremo Oriente e le forme di terrorismo strettamente connesse al fenomeno della pirateria marittima; la “flotta fantasma” di al-Qaeda segnalata nel Mar Mediterraneo; Mumbay e Lahore, l’azione delle Small Unit Precision Attack (piccole squadre per l’attacco terroristico di precisione).