ARTE, esposizioni. Reggia di Venaria: Atelier dei Moderni, ovvero Matisse, Braque, Picasso, Bacon e altri maestri del Novecento

Lo scorso 2 ottobre alla Reggia di Venaria è stata inaugurata la grande mostra dedicata alle diverse e molteplici espressioni della pittura del Novecento. Realizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in collaborazione con il Musée des Beaux-Arts di Lione, la mostra racconta il Novecento attraverso l’esposizione di una sessantina di opere provenienti da una delle più importanti collezioni pubbliche francesi, proponendo una lettura originale della modernità tramite i suoi protagonisti e il luogo in cui tutto ha avuto origine: l’atelier, cioè quello spazio cardine che è fulcro di creazione e sperimentazione, ma allo stesso tempo anche uno spazio intimo, il luogo immediato dell’artista al lavoro, laddove esso lo pone in condizione di estendere il suo gesto e così l’opera, fino a integrarsi con l’autore medesimo in modo quasi organico. L’esposizione permarrà aperta al pubblico fino al 14 febbraio 2027

Venaria Reale (TO), 3 ottobre 2026 – In virtù del successo registrato dal progetto dedicato a Fernand Léger prosegue dunque il programma “La Reggia di Venaria in dialogo con la Francia”, percorso di collaborazione internazionale che vede il Consorzio delle Residenze reali sabaude impegnato nella costruzione di un dialogo stabile con alcune delle più prestigiose istituzioni culturali francesi. Presentato all’Ambasciata di Francia nel settembre del 2025 e nato come progetto di diplomazia culturale tra Roma e Parigi, il programma conferma la vocazione del complesso monumentale alle porte di Torino, che è tra i siti culturali più visitati in Italia, quale luogo di produzione culturale e interlocutore internazionale in grado di stimolare collaborazioni scientifiche con i principali musei europei.

ATELIER DEI MODERNI

È all’interno di questo percorso che nasce Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon, a cura di Sylvie Ramond, la grande mostra realizzata dal Consorzio delle Residenze reali sabaude in collaborazione con il Musée des Beaux-Arts di Lione, una delle istituzioni museali francesi di maggiore prestigio, custode di una collezione che attraversa oltre duemila anni di storia dell’arte e che, per quanto concernne il Novecento, costituisce uno dei più importanti nuclei pubblici europei. L’esposizione è stata allestita grazie alla partecipazione di Manifesto Expo e MondoMostre. Attraverso una sessantina di opere (di Henri Matisse, Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger, Raoul Dufy, Max Ernst, Jean Dubuffet, Sonia e Robert Delaunay, Pierre Soulages, Nicolas de Staël, Simon Hantaï, Francis Bacon e molti altri protagonisti del Novecento) collocate nelle Sale delle Arti della Reggia, viene proposta una lettura originale della modernità mediante l’analisi di diversi movimenti artistici, dando altresì conto del sistema di connessioni e relazioni che li caratterizza. Una mostra, dunque, in grado di illustrare alcuni dei principali movimenti artistici sviluppatisi nel XX secolo e all’inizio del XXI.

UNA LETTURA ORIGINALE DELLA MODERNITÀ

Il percorso espositivo è stato concepito (anche) allo scopo di ingenerare nei visitatori una riflessione su un secolo, ormai concluso, che fu laboratorio per l’arte contemporanea, questo attraverso una selezione di opere che rivelano l’eterogeneità della collezione. Superando un’interpretazione lineare del XX secolo, esso si articola in una sessantina di opere che hanno plasmato la collezione del Musée des Beaux-Arts di Lione. Una eterogeneità dalla quale emergono gruppi, temi e affinità. Le sedici sezioni che strutturano la mostra alternano presentazioni monografiche e tematiche incentrate su diverse questioni chiave che consentono altrettante riletture del XX secolo. L’eredità di artisti (Edgard Degas, Paul Cézanne, Henri de Toulouse-Lautrec) che hanno aperto la strada alle opere di Suzanne Valadon, Emile Othon Friesz e Pablo Picasso; l’esplorazione del colore (attraverso Pierre Bonnard, Edouard Vuillard, Robert e Sonia Delaunay, Alexei von Jawlensky); la frammentazione e la distruzione dell’oggetto nell’opera di Georges Braque; il ritorno alla figurazione negli anni Venti e Trenta (Georges Rouault, Gino Severini); l’esplorazione dell’inconscio (Max Ernst, Wifredo Lam, Victor Brauner); i grandi maestri dopo il 1945 (Fernand Léger, Picasso, Henri Matisse); la non-figurazione (Jean Bazaine, Alfred Manessier).

SUPERATA L’INTERPRETAZIONE LINEARE DEL XX SECOLO

Una figurazione che rompe con la tradizione occidentale e con i movimenti d’avanguardia nelle opere di Jean Dubuffet, i materiali e l’arte informale (Jean Fautrier, Antoni Tàpies), l’interazione tra nero e luce (Pierre Soulages, Anna-Eva Bergman), tra gesto e spazialità (Olivier Debré, Geneviève Asse), tra figura e animalità in Francis Bacon, nonché una nuova prospettiva su Matisse (Simon Hantaï, Shirley Jaffe). Alcune delle opere esposte nella mostra (Braque, Raoul Dufy, Léonard-Thuguharu Foujita…) evocano direttamente l’atelier, uno spazio cardine, fulcro di creazione e sperimentazione, ma anche uno spazio intimo. Luogo immediato dell’artista al lavoro, può estenderne il gesto e l’opera fino a integrarsi con l’autore stesso in modo quasi organico. Ma il tema dell’atelier indica qui anche uno spazio di dialogo e relazioni, di scambi e sguardi tra artisti. Le fotografie storiche degli studi degli artisti riprodotte lungo il percorso sono particolarmente eloquenti in tal senso. Se l’atelier appare presso alcuni maestri come un soggetto prediletto, è con Matisse che trova la sua espressione più mirabile. Una parte significativa della produzione di Matisse è stata infatti dedicata a questo tema fino alle sue variazioni con l’ultima modella, Katia à la chemise jaune, nell’opera scelta come immagine della mostra.

INFO

Consorzio delle Residenze reali sabaude

Reggia di Venaria: Piazza della Repubblica, 4 Venaria Reale (TO)

+390114992300

+390114598432 (telefax)

www.residenzerealisabaude.com

www.lavenaria.it

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