Roma, 3 settembre 2026 – Fin dalla sua istituzione nel 2021, il Festival di Film di Villa Medici esplora i legami tra cinema e arte contemporanea, con particolare attenzione alle nuove forme di espressione cinematografica. L’edizione 2026 mantiene vivo il suo carattere pionieristico, favorendo il dialogo tra opere eterogenee che mettono in discussione, sconvolgono, stravolgono o rinnovano l’incanto del nostro rapporto con le immagini.
IN MEMORIA DI LILI HINSTIN
Quest’anno il Festival viene dedicato alla memoria di Lili Hinstin (1977-2026), figura di spicco del mondo del cinema, programmatrice e direttrice artistica di festival, che ha iniziato il suo percorso a Villa Medici come programmatrice cinematografica dal 2005 al 2010. Successivamente ha diretto il Festival Entrevues di Belfort, prima di assumere la direzione artistica del Locarno Film Festival dal 2018 al 2020 e poi quella della programmazione del Festival international du film de Biarritz Nouvelles Vagues dal 2023. In parallelo a ha accompagnato la nascita della rassegna, di cui è stata membro del comitato di selezione e organizzazione fino alla sua scomparsa. Con oltre quaranta proiezioni in cinque giorni, una all’aperto ogni sera, e incontri con cineasti e artisti internazionali, il Festival si pone come l’appuntamento dedicato ai pensieri e alle pratiche più attuali dell’immagine in movimento.
FESTIVAL DI VILLA MEDICI 2026
Risolutamente plurale, accoglie una varietà di narrazioni, senza limiti geografici o formali, che spazia tra film d’artista, saggi, fiction, documentari, cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi. La manifestazione si articola in tre sezioni: il concorso internazionale, che presenta dodici film recenti, la programmazione Focus, dedicata alle opere d’autore fuori concorso, con le rassegne “carta bianca”, riservate ai membri della giuria, e incontri esclusivi con i registi; infine, le grandi serate nel Piazzale, che ospitano proiezioni all’aperto di anteprime. La giuria riunisce tre autorevoli voci provenienti da contesti diversi che incarnano questo spirito di apertura: l’attrice, produttrice e regista franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l’artista italiana Rosa Barba e il regista rumeno Radu Jude. A loro spetterà l’assegnazione di due riconoscimenti: il Premio Villa Medici al Miglior film e il Premio speciale della Giuria. Questi premi, del valore rispettivamente di cinquemila e tremila euro, offrono inoltre ai registi l’opportunità di soggiornare in residenza presso l’istituzione.
L’EVENTO IN BREVE
Il festival in breve: cinque giorni di festival negli spazi storici di Villa Medici, dodici film in concorso, tre sale, delle quali cui una all’aperto, in grado di ospitare fino a cinquecento spettatori a serata, una quarantina di proiezioni di film internazionali, due premi assegnati al termine del festival: un premio per il miglior film e un premio speciale della giuria; quattromila spettatori durante l’edizione 2025, una selezione di libri sul cinema in collaborazione con la Libreria 7L, numerosi incontri con registi e artisti
FILM IN CONCORSO
1937
di Daria Kim
2025, Uzbekistan, 16’
Opera commissionata dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (ACDF) per la Biennale di Bukhara 2025
Anteprima romana
1937 rievoca la deportazione forzata delle comunità coreane dell’Estremo Oriente russo verso l’Asia centrale, ordinata da Stalin nel 1937. Animando i dipinti realizzati dagli artisti deportati, i Koryo-saram, il film riattiva le immagini conservate nella collezione Nuron di Tashkent (Uzbekistan).
Daria Kim è un’artista multidisciplinare la cui pratica si articola tra performance, scultura, video, installazione, suono, pittura e disegno, intrecciando sperimentazione materica, memoria e storie diasporiche.
A WOMAN’S PLACE IS EVERYWHERE
di Fanny Texier
2026, Francia, Stati Uniti d’America, 19’
Produzione: Colorful Films
Anteprima italiana
La morte improvvisa della madre artista sconvolge la vita delle gemelle Emilija e Ona, che si ritrovano minacciate di sfratto dal loro loft di Williamsburg, a Brooklyn, dove vivono da oltre trent’anni grazie a un affitto calmierato.
Fanny Texier è una regista documentaria, direttrice della fotografia e montatrice nata a Parigi e residente a Brooklyn. Il suo ultimo corto, A Woman’s Place Is Everywhere, è stato presentato in anteprima alla Berlinale, dove ha ottenuto l’Orso d’Argento della giuria.
AN INCOMPLETE CALENDAR
di Sanaz Sohrabi
2026, Canada, Iran, Turchia, Venezuela, 77’
Produzione: Studio Bardasht, Fol Films, Universidad Central de Venezuela, Nuri Cem Erbak, Cenk Ünalerzen
Anteprima romana
Partendo da un raro vinile del 1980, Rhymes and Songs for OPEC, registrato per il ventesimo anniversario dell’Organizzazione dei paesi esportatori del petrolio, il film rilegge il petrolio come strumento politico al servizio della liberazione palestinese e della solidarietà panaraba negli anni Sessanta e Settanta.
Sanaz Sohrabi è un’artista, cineasta e ricercatrice residente a Montréal. La sua ricerca si concentra sulle storie della sovranità delle risorse e delle ecologie postcoloniali nel Sud globale. An Incomplete Calendar (2026) è stato presentato in anteprima al festival Cinéma du Réel.
AT NIGHT
di Beatrice Gibson
2026, Francia, 87’
Produzione: Somesuch
Anteprima italiana
Nella Parigi illuminata dai neon, sei donne vagano nella notte raccontando i loro sogni, desideri sessuali e inquietudini sul futuro. Intorno a loro, lavoratori notturni e anime insonni attraversano la città in cerca di risposte.
L’opera di Beatrice Gibson si distingue per la sua natura sperimentale ed emotiva. Tra finzione e documentario, spazia dall’autobiografia sperimentale al thriller. Il suo precedente corto è stato presentato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes nel 2019. At Night ha ricevuto il Premio al miglior regista emergente al Festival di Locarno 2026.
HANABI
di Ana Vaz
2026, Francia, Brasile, 105’
Produzione: tambores, a noite & Les Volcans
Anteprima italiana
Girato in Giappone per dieci anni, Hanabi adatta con una radicalità selvaggia il Diario di un cervello radioattivo di Yoko Hayasuke, scritto quattro anni dopo lo tsunami e la catastrofe nucleare causati dal terremoto del Tōhoku del 2011.
Ana Vaz è un’artista e regista i cui film-poemi contrappongono una sperimentazione costante alle forme poetiche del cinema contemporaneo, rivelando le pratiche distruttive della modernità coloniale. È stata borsista dell’Accademia a Villa Medici nel 2024-2025. Hanabi ha ricevuto una Menzione speciale al Festival di Locarno 2026.
JUSQU’OÙ LA FORÊT
di Romain Rampillon e Feda Wardak
2026, Francia, 76’
Produzione: Avant la Nuit, Le Grand Gardon Blanc
Anteprima mondiale
A Seine-Saint-Denis, nella periferia di Parigi, una foresta resiste all’urbanizzazione massiccia. Pedro e Sapa, due adolescenti appena arrivati in Francia, cercano lì una libertà perduta, mentre riaffiorano presenze invisibili e storie di chi un tempo chiamava quel luogo casa.
Romain Rampillon è direttore della fotografia, regista e produttore. Attraverso il cinema esplora i paesaggi in trasformazione, le relazioni interspecie e i ritmi stagionali.
Feda Wardak è architetto, costruttore e ricercatore indipendente. Cofondatore della piattaforma Aman Iwan, sviluppa ricerche dedicate ai territori e alle dinamiche locali.
MARIE MADELEINE
di Gessica Généus
2026, Francia, Haiti, Belgio, Lussemburgo, Canada, 104’
Produzione: SaNoSi Productions, Ayizan Productions, Stenola Productions, Bidibul, Metafilms
Anteprima italiana
A Jacmel, ad Haiti, Marie Madeleine vive di prostituzione.
La sua strada incrocia quella di Joseph, un giovane evangelista. Tra questi due esseri agli antipodi nasce una relazione. Mentre la fede di Joseph vacilla, Marie Madeleine lo trascina verso un mondo in cui il desiderio e la ricerca di libertà rendono tutto possibile.
Gessica Généus è un’attrice, regista e produttrice haitiana. Ha fondato Ayizan Production per promuovere e produrre un cinema realizzato da Haiti. Il suo documentario Douvan jou ka leve (2017) è stato premiato in diversi festival. Il suo lungometraggio Freda (2021) è stato notato a Cannes, confermando la sua importanza nel cinema caraibico.
NATURAL STATE
di Majid Al-Remaihi
2025, Qatar, Francia, 7’
Produzione: Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains, Tourcoing
Anteprima mondiale
Nel 1972, negli ultimi giorni della guerra del Dhofar, nella penisola arabica, un’orice gazzella evade da un convoglio dell’esercito britannico impegnato nel saccheggio. La sua fuga si trasforma nell’allegoria della fine di un sogno e della violenza del progetto imperiale.
Majid Al-Remaihi è regista e artista di Doha, in Qatar. Il suo lavoro esplora i legami invisibili tra storia, potere e società. Il suo film And Then They Burn the Sea è stato presentato in anteprima mondiale a Locarno nel 2021. Dal 2019 è programmatore del Doha Film Institute.
THE APPLE DOESN’T FALL…
di Dean Wei
2026, Francia, Taïwan, 19’
Produzione: Nowness China, The O Eye
Anteprima italiana
In una casa, un padre, una madre e una figlia adolescente seguono ciascuno la propria routine, incrociandosi senza mai incontrarsi. Un film-teatro coreografato che fonde danza contemporanea e rotoli dipinti per osservare una famiglia prigioniera dei propri rituali.
Nato in Germania, Dean Wei è diplomato alla Beijing Film Academy. Oggi residente a Pechino, è regista, compositore e direttore della fotografia. Il suo film precedente, Ke wai huo dong (Extracurricular Activity), co-realizzato con Xu Yidan, è stato selezionato alla Berlinale Shorts 2025 per il premio al miglior cortometraggio.
THE SECOND SKIN
di Mariia Lapidu
2026, Stati Uniti, Messico, 62’
Produzione: Sonnet
Anteprima italiana
Un intreccio crudo di stop-motion, performance e prove documentarie in cui le sopravvissute ad abusi sessuali rimettono in scena le violenze subite. Tre registe trasformano il trauma in un gesto condiviso di resistenza, ricordo, solidarietà e speranza.
Mariia Lapidus è scrittrice, regista e attivista. Ha studiato regia al VGIK di Mosca e al CalArts in California. Il suo corto The City of the Sun è stato premiato al festival Visions du Réel. Second Skin ha ottenuto il Tiger Award all’International Film Festival Rotterdam nel 2026.
TUTTI FRUTTI
di Céline Sciamma
2026, Francia, 40’
Film inedito realizzato nell’ambito della collezione «Où en êtes-vous ?» ideata dal Centre Pompidou
Produzione: Lilies Films, Centre Pompidou
Anteprima italiana
Da quando realizza le proprie immagini, da sola, con i suoi strumenti, Céline Sciamma ha accumulato un archivio intimo. Montati insieme, questi frammenti — dall’IA all’ASMR, dall’impegno al processo di Adèle Haenel — compongono un diario filmato e un saggio su ciò che diventa l’immagine oggi.
Diplomata in sceneggiatura alla Fémis, Céline Sciamma realizza il suo primo film, Naissance des pieuvres, nel 2007, seguito da Tomboy (2011) e Bande de filles (2014). Parallelamente porta avanti un’attività di sceneggiatrice, in particolare per Ma vie de courgette (2016) e Quand on a 17 ans di André Téchiné. Nel 2019, Ritratto della giovane in fiamme vince il premio per la sceneggiatura a Cannes.
YOUTH YOUTH YOUTH
di Lorenzo Silvestri
2025, Italia, 2’
Produzione: Lorenzo Silvestri
Anteprima mondiale
A proposito di Youth Youth Youth, l’artista racconta: “Quando avevo 10 anni, mio padre mi disse che il suo migliore amico, da giovane, si era suicidato indossando un abito, così che i suoi genitori non dovessero pagare il servizio funebre per la vestizione del corpo”.
Lorenzo Silvestri è un artista pluridisciplinare che vive e lavora a Roma. La sua pratica dà forma a un insieme di riferimenti e linguaggi espressivi che attraversano la sua esperienza personale e il suo proiettarsi nel contemporaneo.
SEZIONE FOCUS
Parallelamente alla competizione ufficiale, il festival presenta la sezione Focus, articolata attorno alle Cartes blanches, ai Contrechamps e a una Proiezione speciale. Le Cartes blanches sono affidate ai membri della giuria, invitati a tessere un dialogo tra le proprie creazioni e altre opere, oppure a esplorare un tema attraverso una selezione di film d’artista. Le proiezioni Contrechamps offrono invece uno sguardo incrociato tra le realizzazioni dei borsisti e film – documentari o fiction – tratti dal patrimonio cinematografico o dalla creazione contemporanea.
3 CARTES BLANCHES
Proposte dai membri della giuria Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba e Radu Jude, le Cartes blanches permettono di condividere film legati alle loro attività di artisti, registi o autori.
CARTE BLANCHE RADU JUDE
LE JOURNAL D’UNE FEMME DE CHAMBRE
DI Radu Jude
1964, Francia, Romania, 97’
Gianina, giovane donna romena impiegata come domestica a Bordeaux, la sera prova in una compagnia amatoriale Il diario di una cameriera di Octave Mirbeau. Mentre si occupa del figlio dei suoi datori di lavoro, la sua stessa figlia cresce lontana da lei in Romania. La ferita di questa separazione si attenua con l’avvicinarsi del Natale, accompagnata dalla promessa di potersi riabbracciare.
La proiezione sarà preceduta da un incontro con Radu Jude.
CARTE BLANCHE ZAR AMIR EBRAHIMI
TWO PEOPLE EXCHANGING SALIVA
di Alexandre Singh e Natalie Musteata
2024, Francia, Stati Uniti d’America, 36’
Produzione: Misia Films
Ambientato in una società in cui il bacio è vietato e le transazioni si regolano a schiaffi in faccia, Two People Exchanging Saliva (Deux personnes échangeant de la salive) segue Angine, una donna insoddisfatta la cui attrazione per una vivace commessa desta i sospetti di una collega gelosa.
La proiezione sarà preceduta da un incontro con Zar Amir Ebrahimi.
CARTE BLANCHE ROSA BARBA
THE MAGIC SUN
di Phill Niblock
1966-1968, Stati Uniti d’America, 17’
Produzione: Phill Niblock
Restaurato dal Centre Pompidou, The Magic Sun (1966-1968), realizzato con Sun Ra e la sua Arkestra, fu proiettato alla Carnegie Hall nel 1968. Figure astratte, macchie scure e bagliori accecanti: un’escursione libera ai confini del suono e dello sguardo.
INSIDE THE OUTSET: EVOKING A SPACE OF PASSAGE
di Rosa Barba
2021, Cipro, Italia, Germania, 31’
Produzione: Point Centre for Contemporary Art
Inside the Outset: Evoking a Space of Passage esplora la memoria geopolitica e i paesaggi divisi di Cipro. Il film intreccia vedute aeree della zona cuscinetto sorvegliata dall’Onu e sequenze subacquee che catturano vestigia archeologiche sommerse.
I’VE HEARD STORIES
di Marwa Arsanios
2008, Libano, 4’
Cortometraggio d’animazione, I’ve Heard Stories ripercorre l’omicidio di un uomo politico all’hotel Carlton, edificio modernista oggi scomparso a Beirut. Marwa Arsanios vi sovrappone estratti pop, materiali d’archivio e disegni a tratto per far emergere una memoria sepolta della città.
3 CONTRECHAMPS
I Contrechamps propongono un dialogo tra i film, sia contemporanei che storici, con un’attenzione particolare alle opere degli artisti e dei registi in residenza a Villa Medici.
CONTRECHAMPS LOUDGI BELTRAME / MAEVE BRENNAN
LA HUACA PLEURE
di Louidgi Beltrame, borsista di Villa Medici
2024, Francia, 53’
La huaca pleure è un’installazione composta da quattro video. Ciottoli raccolti lungo le rive della Doller, un fiume dei Vosgi, e teli di carta kraft che evocano il colore del deserto peruviano danno forma a un dispositivo espositivo pensato per accogliere i video.
Louidgi Beltrame sviluppa una pratica all’incrocio tra cinema e arte contemporanea, ed è rappresentato dalla galleria Jousse Entreprise. Il suo lavoro è regolarmente presentato in importanti istituzioni, biennali internazionali e festival come il Cinéma du Réel. Louidgi Beltrame è borsista di Villa Medici nel 2026-2027.
AN EXCAVATION
di Maeve Brennan
2022, Royaume-Uni, 20’
Produzione: Commissioned by Stanley Picker Gallery, Kingston University with support from Arts Council England and Aarhus Museum for Ancient Art.
An Excavation segue l’indagine di Tsirogiannis e Nørskov su una serie di vasi provenienti dalle casse del Porto Franco di Ginevra.
Maeve Brennan è un’artista e regista britannica con base a Londra, il cui lavoro esplora la risonanza storica e politica dei materiali e dei luoghi. Attraverso l’immagine in movimento e l’installazione, riesuma storie sepolte per rivelare le strutture invisibili che modellano il nostro ambiente contemporaneo.
CONTRECHAMPS AMANDINE GAY
UNE HISTOIRE À SOI
di Amandine Gay, borsista di Villa Medici
2021, Francia, 100’
Produzione: CG Cinéma, Bras de Fer
Anne-Charlotte, Joohee, Céline, Niyongira e Mathieu sono nati in Brasile, Sri Lanka, Ruanda, Corea del Sud e Australia. Le loro voci, intrecciate ai materiali d’archivio, compongono una storia intima e politica dell’adozione internazionale.
Amandine Gay si divide tra creazione cinematografica, scrittura e impegno sociale. Regista dei documentari Ouvrir la voix e Une histoire à soi, è anche autrice di diversi saggi, tra cui Une poupée en chocolat e Vivre, libre. Amandine Gay è borsista di Villa Medici nel 2026-2027.
CONTRECHAMPS AURA SATZ / VALENTINE UMANSKY
PREEMPTIVE LISTENING
di Aura Satz
2024, Regno Unito, Finlandia, 89’
Produzione: LONO Studio
In un’epoca in cui si intrecciano catastrofi politiche, umane ed ecologiche, Preemptive Listening è un’ode alle sirene, quelle che esistono e quelle ancora da inventare. Riunendo composizioni per sirena di 20 musicisti contemporanei, il film pone una domanda: un allarme deve per forza essere allarmante?
Presentato in collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica (Roma).
Aura Satz è un’artista e cineasta con base a Londra, il cui lavoro intreccia film, suono, performance e scultura, intorno alle tecnologie sonore e ai modi dell’ascolto. Ha esposto e proiettato le sue opere alla Tate, alla Hayward Gallery, al MoMA e alla Biennale di Sydney. Preemptive Listening è il suo primo lungometraggio.
Valentine Umansky è curatrice e autrice. Responsabile dell’immagine in movimento e delle acquisizioni alla Tate Modern di Londra, vi ha co-organizzato la retrospettiva di Ana Mendieta e diverse presentazioni delle collezioni. Valentine Umansky è borsista di Villa Medici nel 2026-2027.
LE SERATE DEL PIAZZALE
Ogni sera nel Piazzale, tra i giardini e la facciata storica di Villa Medici, si terrà una proiezione all’aperto che permetterà al pubblico di scoprire un film recente, un’anteprima o un classico del cinema in versione restaurata. L’intero programma del Piazzale sarà disponibile a breve sul sito www.villamedici.it
L’INCONNUE
di Arthur Harari
2026, Francia, Italia, 139’
Produzione: To Be Continued et Bathysphère
Con Léa Seydoux, Niels Schneider, Valérie Dréville, Lilith Grasmug e Radu Jude
David Zimmerman ha quasi quarant’anni. È un fotografo, ma nessuno lo sa. Esce di casa di rado, finché un amico non lo trascina a una festa scatenata. Tra la folla nota una donna, non riesce a staccarle gli occhi di dosso e la segue… Poco dopo, David si risveglia nel corpo della sconosciuta.
COWARD
di Lukas Dhont
2026, Belgio, Francia, Paesi Bassi, 120’
Produzione: The Reunion
Con Emmanuel Macchia, Valentin Campagna, Jonas Wertz e Jef Jacobs
1916, fronte belga, prima guerra mondiale. Pierre si unisce alle truppe, desideroso di farsi valere. Dietro le linee, Francis organizza spettacoli per sollevare il morale dei soldati. E mentre fuori la guerra imperversa, ognuno tenta, anche solo per un momento, di scappare dai suoi orrori. Presentato in concorso ufficiale al Festival di Cannes 2026, Coward vi è valso il Premio per la migliore interpretazione maschile ai suoi due attori protagonisti, Emmanuel Macchia e Valentin Campagne.
NAGI NOTES
di Koji Fukada
2026, Giappone, Francia, Singapore, Filippine, 110’
Produzione: HASSAKU LABS CO., LTD.
Con Takako Matsu, Shizuka Ishibashi e Kenichi Matsuyama
Anteprima italiana
Yuri, architetta divorziata, fa visita all’ex cognata Yoriko, scultrice, nel paesino di Nagi. Posando per lei, riaffiorano ricordi a lungo sepolti. Lontana da Tokyo, Yuri si lascia lentamente avvolgere dalla lentezza dolce della vita di campagna, riscoprendo un inatteso senso di appartenenza.
GIURIA 2026
ZAR AMIR EBRAHIMI
Zar Amir Ebrahimi è un’attrice, regista e produttrice franco-iraniana. Nata nel 1981 a Teheran, ha mosso i primi passi nel teatro e nella televisione iraniana prima di essere costretta all’esilio nel 2008 e di trasferirsi in Francia. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale grazie al suo ruolo in Les Nuits de Mashhad (Holy Spider) di Ali Abbasi, che le è valso il Premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes nel 2022. L’anno successivo ha co-diretto con Guy Nattiv il film Tatami, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, continuando al contempo la sua attività di produttrice impegnata nel sostegno alla creazione artistica iraniana. Voce imprescindibile del cinema d’autore contemporaneo, mette la sua arte e la sua notorietà al servizio della libertà di espressione e dei diritti delle donne.
ROSA BARBA
Rosa Barba è un’artista e regista italiana. Il suo lavoro, a cavallo tra cinema, scultura e installazione, indaga la natura fisica e l’essenza poetica del cinema. Attraverso l’uso della pellicola, della luce e del suono mette in discussione i dispositivi cinematografici e il modo in cui questi costruiscono la nostra percezione del tempo, dello spazio e della conoscenza. La sua ricerca visiva si concentra inoltre sui paesaggi e sulle trasformazioni umane, interpretati come indicatori dei mutamenti politici contemporanei. Apprezzata a livello internazionale, l’artista ha esposto le sue opere in prestigiose istituzioni quali il MAXXI a Roma, il MoMA a New York, il Centre Pompidou a Parigi, la Tate Modern a Londra e la Neue Nationalgalerie a Berlino, oltre che in diverse biennali. In particolare, ha esposto le sue opere a Villa Medici nel 2022 nell’ambito dell’Art Club #36.
RADU JUDE
Radu Jude è un regista e sceneggiatore. Figura di spicco della Nouvelle Vague rumena, sviluppa un’opera che analizza le dinamiche sociali e politiche, le contraddizioni del mondo contemporaneo e le zone d’ombra della memoria collettiva. Caratterizzato da un’ironia tagliente, il suo lavoro è stato selezionato e acclamato nei più importanti festival internazionali, in particolare a Cannes, Toronto e Rotterdam. Nel 2021 ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino per Bad Luck Banging or Loony Porn, nel 2016 il Premio speciale della giuria al Festival di Locarno per Scarred Hearts e, nel 2015, l’Orso d’argento per la migliore regia a Berlino per Aferim!
COMITATO DI SELEZIONE 2026
Ogni anno, una commissione seleziona i film in concorso secondo un approccio il più possibile aperto alla diversità delle pratiche e degli autori, siano essi registi, artisti plastici o artisti visivi. Per l’edizione 2026 del festival, la commissione di selezione è composta da Mathilde Henrot, Clément Postec, Nicolas Raffin e Valentine Umansky.
MATHILDE HENROT
Mathilde Henrot è programmatrice cinematografica, produttrice e co-fondatrice della piattaforma Festival Scope. Attiva nel settore del cinema indipendente e dei festival internazionali da oltre quindici anni, si occupa della diffusione e della promozione delle opere tra gli addetti ai lavori di tutto il mondo. La sua competenza la porta a collaborare con istituzioni e festival di primo piano, dai comitati di selezione di Locarno e Sarajevo a quello della Berlinale.
CLÉMENT POSTEC
Clément Postec è direttore artistico, curatore di mostre e regista. Laureato presso l’Università Sorbonne Nouvelle, l’Istituto di Studi Politici di Strasburgo e lo SPEAP di Sciences Po Parigi, da oltre dieci anni è impegnato nello sviluppo di progetti al crocevia tra cinema e arte contemporanea, nonché nella progettazione di spazi e realtà culturali.
NICOLAS RAFFIN
Nicolas Raffin è un programmatore cinematografico attivo a Londra e responsabile del dipartimento cinematografico dell’Institute of Contemporary Arts (2018-2026). Negli ultimi anni ha lanciato importanti iniziative in risposta alla costante evoluzione del panorama della distribuzione cinematografica, ridefinendo in particolare la programmazione cinematografica dell’ICA attorno a nuove rassegne quali Off-Circuit, Long Takes e Celluloid Sunday. Recentemente ha curato ampie retrospettive dedicate a Marguerite Duras, Hong Sang-soo e Jacques Rivette.
VALENTINE UMANSKY
Valentine Umansky è curatrice alla Tate Modern di Londra, dove è approdata dopo aver lavorato per diverse istituzioni dedicate alle arti visive. Tra il 2015 e il 2020 ha ricoperto incarichi negli Stati Uniti d’America presso l’International Center of Photography, il Museum of Modern Art e il Contemporary Arts Center di Cincinnati. Curatrice e autrice, è borsista di Villa Medici per l’anno accademico 2026-2027.
COMITATO ORGANIZZATIVO DEL FESTIVAL
Mathilde Henrot, programmatrice e fondatrice del Festival Scope
Laurent Perreau, autore e regista
Sam Stourdzé, direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
con il team di Villa Medici
Fulvia Gallo, coordinatrice del Festival del Cinema di Villa Medici 2026
Clotilde Parlos, responsabile dei progetti culturali dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
Con la collaborazione di Véronique Terrier-Hermann, storica dell’arte, per la programmazione della sezione Focus.
ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA
Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è un’istituzione francese che ha sede a Villa Medici dal 1803. Villa Medici è un edificio del XVI secolo circondato da un parco di sette ettari sul Monte Pincio, nel cuore di Roma. L’Accademia di Francia a Roma Villa Medici è un’istituzione pubblica nazionale sotto l’egida del Ministero della Cultura. Attualmente svolge tre missioni complementari: ospitare artisti, creatori e storici dell’arte di alto livello in residenza per soggiorni di un anno o più brevi; realizzare un programma culturale e artistico che integri tutti i campi dell’arte e della creatività e che si rivolga a un pubblico ampio; conservare, restaurare, studiare e far conoscere al pubblico il proprio patrimonio architettonico e paesaggistico, nonché le collezioni. L’Accademia di Francia a Roma Villa Medici è diretta da Sam Stourdzé.
INFO
Accademia di Francia a Roma Villa Medici: Viale della Trinità dei Monti, 1 Roma
+390667611



