CULTURA, eventi e iniziative. Giornata mondiale dell’alfabetizzazione 2026

In Italia quasi quattro adulti su dieci non raggiungono un livello minimo. Un problema che origina già prima della scolarizzazione elementare. Nei primi mesi di vita più della metà dei bambini non viene esposta alla lettura nell’arco di una settimana. Fondazione Cariplo, attraverso la Sfida di Mandato “Anita. L’infanzia prima”, sostiene l’ingresso degli asili nido in #ioleggoperché, iniziativa sociale dell’Associazione italiana editori concernente le biblioteche scolastiche. Si tratta di un’evoluzione che nasce dall’esperienza maturata in quattro anni di sperimentazione nel territorio di riferimento della Fondazione, che ora consente per la prima volta a tutti i nidi d’Italia di partecipare e fruirne

Milano, 3 settembre 2026 – Sulla base dei dati diffusi dall’Unesco nel mondo sono 739 milioni i giovani e gli adulti privi delle competenze alfabetiche di base. In Italia, secondo l’Ocse (Education at a Glance 2025), il 37% degli adulti tra i venticinque e i sessantaquattro anni di età si colloca sotto il livello minimo di competenza alfabetica, contro una media del 27 per cento. Un ritardo che non si accumula dalla scuola, ma molto prima, già nei primi mesi di vita. Le competenze alfabetiche degli adulti si costruiscono lungo tutto l’arco della vita, ma la letteratura scientifica concorda su un punto: le basi si formano nei primissimi anni, attraverso l’esposizione al linguaggio, alle storie e ad ambienti ricchi di stimoli. È anche da qui che nasce il ritardo che oggi porta il 37% degli adulti italiani sotto il livello minimo di alfabetizzazione.

IL PROBLEMA INIZIA NELLA CULLA

È su questa evidenza che si fondano programmi promossi da pediatri e bibliotecari per diffondere la lettura ad alta voce fin dai primi mesi. Nella Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione, quest’anno dedicata dall’Unesco al tema “Literacy for people, the planet and prosperity”, Fondazione Cariplo sceglie di partire da qui. I dati più recenti del sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità sui bimbi fino ai due anni di età (indagine 2025) fotografano un ritardo che parte dai primissimi mesi di vita del bambino, nella fascia tra i due e i cinque mesi il 53,3% di essi non è stato esposto alla lettura ad alta voce nella settimana precedente l’intervista, con divari territoriali profondi, dal 33,7% del Friuli-Venezia Giulia al 68,2% della Sicilia. La quota migliora con la crescita, e nella fascia tra gli undici e i quindici mesi il 68,3% dei bambini è ormai esposto ai libri, ma il quadro d’ingresso resta critico e il recupero è lento: rispetto al 2022 i bambini dai due ai cinque mesi esposti alla lettura sono passati dal 41,7% al 46,7 per cento.

NON SOLO LETTURA IN CASA

La lettura precoce non avviene solo tra le mura domestiche ma può avvenire anche nei nidi o in luoghi di cultura come i musei. Una ricerca condotta dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore nell’ambito della Sfida “Anita. L’infanzia Prima” per Fondazione Cariplo mostra che il 92% delle famiglie considera essenziali i servizi educativi da zero a tre anni di età, ma quattro su dieci non li hanno mai utilizzati. E le ragioni del mancato accesso cambiano con il territorio: nelle province limitrofe pesa di più l’indisponibilità del servizio, indicata dal 32,3% di chi non ha mai iscritto i figli a un nido, contro il 21,5% del territorio di riferimento della Fondazione (Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola), dove incide invece maggiormente il costo, indicato dal 24,5% contro il 20% delle province limitrofe.

QUATTRO ANNI DI SPERIMENTAZIONE

Il quadro si estende anche ai luoghi della cultura. Una seconda indagine, condotta da Fondazione Santagata e Associazione Abbonamento Musei condotta nell’ambito di due Sfide come Anita. L’infanzia prima e Destinazione Autonomia su trecento musei presenti nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo, ⅚ dei quali rispondenti, mostra che il 60% ha un profilo di accessibilità scarso per la fascia da zero a sei anni di età. Il 40% non ha alcuno spazio progettato per i bambini piccoli nel percorso espositivo; il 48% non offre nessun servizio accessorio. Il fasciatoio è presente solo nel 46% dei musei, quindi assente in più di uno su due, l’area per i passeggini è presente solo nel 34% dei musei), mancano scalda biberon e spazio per l’allattamento, mentre soltanto il 9% è pienamente attrezzato. Alla diagnosi Fondazione Cariplo, attraverso la Sfida “Anita. L’infanzia prima”, affianca azioni concrete. Tra queste, il sostegno all’ingresso degli asili nido in #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale di educazione e promozione della lettura organizzata dall’Associazione Italiana Editori.

UN’INIZIATIVA DI RESPIRO NAZIONALE

Dopo quattro anni di sperimentazione con #ioleggoperchéLAB-NIDI, che ha interessato un numero definito di asili nido nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo, l’esperienza maturata viene oggi integrata stabilmente in #ioleggoperché, con l’apertura dell’iniziativa nazionale a tutti gli asili nido italiani. Il progetto muove dal presupposto che la disponibilità di libri nei nidi costituisca una condizione essenziale per promuovere la lettura nella fascia dell’infanzia fino ai tre anni, sostenendo lo sviluppo linguistico e cognitivo dei bambini e favorendo il piacere della lettura fin dai primi anni di vita. L’intervento prevede l’integrazione stabile degli asili nido italiani  in  #ioleggoperché, consentendo a tali strutture di iscriversi all’iniziativa, gemellarsi con le librerie del proprio territorio e partecipare alla campagna nazionale di donazione dei libri, prevista dal 7 al 15 novembre 2026.

DONARE UN LIBRO AI NIDI

Per la prima volta, i nidi possono, quindi, accedere direttamente all’iniziativa sull’intero territorio italiano, iscrivendosi sulla piattaforma www.ioleggoperche.it e gemellandosi fino a un massimo di cinque librerie, beneficiando delle donazioni dei cittadini raccolte durante la campagna. Grazie a questa iniziativa, si intende promuovere la diffusione della lettura nella fascia dell’infanzia fino ai tre anni, rafforzando la presenza dei libri negli asili nido italiani e sostenendo la crescita di biblioteche educative accessibili, vive e integrate nella quotidianità dei servizi. Gli obiettivi specifici consistono, da un lato, nel rendere stabile l’accesso di tutti i nidi italiani a #ioleggoperché,  e, dall’altro, nel rafforzare il patrimonio librario dei nidi promuovendo l’aumento delle donazioni dei cittadini in occasione della campagna nazionale.

ANITA: L’INFANZIA PRIMA

“Anita. L’infanzia prima” è la Sfida di Mandato con cui Fondazione Cariplo investe sull’infanzia come leva di cambiamento sociale, su quattro ambiti prioritari: orientamento e sostegno ai neogenitori (a partire dal periodo perinatale), rafforzamento della rete dei servizi educativi 0-6, qualità degli spazi in cui i bambini crescono, accesso alla cultura fin dalla nascita. Obiettivo: intercettare e sostenere, entro il 2028, almeno ventiduemila bambini in povertà nel territorio di riferimento, con un investimento complessivo di venti milioni di euro. Il programma si inserisce nel quadro delle Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo: iniziative trasversali che mobilitano risorse su temi cruciali per le comunità. Oltre all’infanzia, le altre Sfide riguardano il contrasto del fenomeno dei giovani NEET, il sostegno ai progetti di vita delle persone con disabilità e il reinserimento delle persone in uscita dal carcere, per un impegno complessivo di oltre ottanta milioni di euro.

IOLEGGOPERCHÉ

#ioleggoperché è l’iniziativa nazionale di educazione e promozione della lettura organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per la creazione e il potenziamento delle biblioteche scolastiche. Da dieci anni mobilita il mondo del libro, le istituzioni, i media e i cittadini con un obiettivo comune: raccogliere e donare nuovi libri alle scuole di tutta Italia. La campagna si svolge su tutto il territorio nazionale e coinvolge le scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole dell’infanzia alle secondarie di secondo grado. Al termine della campagna, al contributo dei cittadini si aggiunge quello degli editori, che ogni anno donano complessivamente centomila libri alle scuole aderenti. Per l’edizione 2026, il contributo degli editori sarà destinato alle scuole richiedenti di Calabria, Sardegna e Molise, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado.

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