ENERGIA, caro carburanti. Marsiglia (Federpetroli Italia): «La tassa sugli extraprofitti è “mediatica” come Don Chisciotte contro i mulini a vento»

«Non esiste un extraprofitto – sostiene Marsiglia parlando a nome della sua organizzazione di categoria -, stiamo acquistando a prezzi più alti e stiamo vendendo a prezzi più alti. Ma non solo: quando qualche mese fa è stata introdotto questo tipo di tassazione, molte compagnie e le aziende dell'indotto hanno fatto ricorsi al Tar e li hanno pure vinti»

Padova, 24 agosto 2026 – Così si è espresso stamani il presidente di FederPetroli Italia nel corso di un’intervista con Andrea Persili dell’Adnkronos. «Serve soltanto per consentire alle forze politiche di far vedere che si colpiscono i petrolieri, ma poi alla fine nell’immediato non produce effetti».

TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI

Egli, con un malcelato velo di sarcasmo, ha poi aggiunto che «i paesi volenterosi che hanno proposto la tassa sugli extraprofitti, tra cui figura anche l’Italia, stanno lottando contro i mulini a vento come faceva Don Chisciotte nel romanzo di Miguel de Cervantes», affermando che «quella sugli extraprofitti può tranquillamente essere definita una “tassa mediatica” quando c’è un aumento dei carburanti, con la politica che urla “togliamo ai ricchi per dare ai poveri”, ma in realtà non sanno di cosa stanno parlando». Il presidente di Federpetroli Italia ha poi ripercorso brevemente i precedenti di questo genere di iniziative fiscali, citando la “Robin Hood Tax” introdotta nel 2008 dal ministro Giulio Tremonti e in seguito dichiarata incostituzionale. «Non esiste un extraprofitto – sostiene Marsiglia parlando a nome della sua organizzazione di categoria -, stiamo acquistando a prezzi più alti e stiamo vendendo a prezzi più alti. Ma non solo: quando qualche mese fa è stata introdotto questo tipo di tassazione, molte compagnie e le aziende dell’indotto hanno fatto ricorsi al Tar e li hanno pure vinti».

Michele Marsiglia

 

 

«UN CONCETTO CHE NON ESISTE»

L’attacco di Federpetroli Italia alla tassa sugli extraprofitti è stato duro: «In economia aziendale non esiste il concetto di extraprofitto – rimarca Marsiglia -, esistono utili, fatturati e rendimenti più alti, con questi ultimi che, tra l’altro, in questa fase non ci sono. Per rendersene conto è sufficiente leggere i bilanci delle compagnie petrolifere. Inoltre, si tratta di una tassa molto complessa che non risolve assolutamente il problema ai consumatori». E Marsiglia procede all’argomentazione di questa asserzione: «In primo luogo si tratta di un processo molto lungo: ci vorrebbero sia un decreto che l’analisi dei bilanci, perché non si non va a così sul risparmio del consumatore. Invece oggi ci vuole qualcosa che influisca a distanza di ore. Con l’andare del tempo, poi, questi soldi potranno venire di nuovo spalmati sul consumatore. Infine, andare a incidere sulla gran parte delle capitalizzazioni di borsa comporta un prelievo di fatto sul premio ai risparmiatori che hanno investito sul titolo azionario delle compagnie petrolifere: in breve, si cagiona un danno ai risparmiatori a fronte di nessun vantaggio».

L’INTERVENTO DEL GOVERNO MELONI

Infine, riguardo al tema relativo ai sussidi erogati per contenere gli effetti dei rincari dei carburanti il presidente di Federpetroli Italia ha chiesto maggiore chiarezza: «In questo momento tutti chiedono i sussidi – ha egli sottolineato -, ma bisognerebbe fare qualcosa di omogeneo e non limitarsi a incidere sulle semplici categorie. Perché, se si interviene sulle singole categorie, quello che viene dato oggi viene preso da una parte e messo da un’altra, con il conseguente rischio di fare il gioco delle tre carte e, alla fine, qualcuno ne farà le spese. Poi, ovviamente, l’indotto si blocca. Non solo: quando si parla di sussidi per clienti vulnerabili, anche i criteri seppure articolati appaiono poco lineari. Oggi no abbiamo solamente una categoria con poco reddito che ha bisogno di aiuto, ma anche chi ha tanto reddito che ha bisogno di aiuto: cioè, tutti in proporzione subiscono un caro gasolio, quindi bisogna intervenire in modo più strutturato. Palazzo Chigi ha tutti i dati, tutti gli strumenti e tutte le osservazioni necessarie per poter intervenire, anche attraverso le compagnie energetiche di Stato, facendosi carico, almeno momentaneamente, di alcuni costi allo scopo di recare un valore aggiunto al consumatore».

PETROLIO E DINAMICHE DI MERCATO

«Ma se non lo fanno vuol dire che non c’è la volontà politica di farlo – conclude Marsiglia, quindi andare a incasinarsi tra accise sì e accise no, diciassette centesimi, quattordici o venticinque non risolve il problema, perché risultano essere misure completamente ininfluenti. Invece, si dovrebbe intervenire in maniera massiccia, conoscendo la politica energetica e approntando strumenti davvero efficaci». In conclusione, Marsiglia ha parlato anche del ribasso del costo del petrolio sui mercati. «Si tratta ribassi momentanei – ha affermato -, quindi non bisogna abbandonarsi a facili entusiasmi, poiché essi riflettono una stabilità delle decisioni tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran. Noi rileviamo queste ridotte oscillazioni quando comunque c’è uno stallo e si continua a dire che il Golfo è chiuso. Comunque, incide anche un’altra componente fondamentale: il mercato gioca su una speculazione di borsa, conseguentemente per ottenere margini di guadagno deve verificarsi una flessione».

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